Sicurezza
Ancora fiamme nell’ex asilo Timpanaro
La gente delle case popolari: è l’ennesimo incendio, potevamo restare bloccati, serve un’altra strada come via di fuga
PISA. Se la notte tra il 19 e il 20 aprile era stata una stufetta, ora non ci sono dubbi: qualcuno ha dato di nuovo fuoco all’ex asilo Timpanaro in via Norvegia. Le fiamme mercoledì notte erano altissime: cinque squadre dei vigili del fuoco sono state necessarie per domarle. E sul luogo sono accorse pattuglie di tutte le forze dell’ordine.
L’intera area è stata isolata, per paura che il fuoco raggiungesse il vicino tubo del gas. E nessuno è stato fatto passare: neanche una signora che, ora confessa, ha mentito dicendo che suo figlio si sentiva male. Ma il problema è che l’intero complesso di case popolari è formato da una ventina di numeri civici: ogni portone è un palazzone di almeno tre piani e tutti i residenti hanno come unica via di contatto con il resto della città solo il tratto di via Norvegia che entra in via Cisanello.
L’asilo. Così, ieri mattina, tra la gente in strada e i rappresentanti del comitato di quartiere, erano vari gli argomenti di conversazione. Intanto l’incendio: nell’asilo, dopo il rogo di due settimane fa, erano tornati i senza fissa dimora che lo usavano come rifugio. E i cittadini sostengono che era ricominciato lo spaccio di droga all’interno. L’ipotesi più “votata” è che qualcuno si sia stancato dell’andazzo e abbia completato l’opera: i capannelli di gente definiscono «avvertimento» quello di aprile e «un bene» quello che è successo l’altra notte, perché ora «ci siamo finalmente liberati dell’asilo», abbandonato da tempo.
Il fuoco. Però l’incendio ha fatto veramente paura. Nella precedente occasione i proprietari di auto avevano ritenuto i loro mezzi al sicuro. L’altra sera, invece, molti hanno preferito spostare le macchine, ma non sapevano dove andare perché non si passava. L’unica consolazione è che «l’altra volta il fumo puzzava di più: forse non era rimasto molto da bruciare». Tra l’altro, la zona dall’autunno scorso è funestata da episodi dolosi: tavolini, bici, moto e auto sono state date alle fiamme in più occasioni e ancora non si riesce a capire chi sia il piromane.
La via di fuga. Quello che tutti chiedono all’unisono è una seconda possibilità di collegamento con la città, magari dall’altro lato, in via Padule. E c’era l’intenzione di realizzarla, tanto che alle spalle dell’ex asilo la ruspa aveva già spianato un tratto sterrato. Ma i fondi mancano e, nel tempo, le erbacce sono ricresciute e hanno reso inagibile il percorso a tutti, bici e persone a piedi comprese.
Il futuro. La soluzione potrebbe arrivare dalla Regione, che ha licenziato un bando di edilizia sperimentale, anche se il testo non è stato ancora pubblicato. Metterebbe a disposizione 13 milioni di euro e potrebbero concorrere tutti i Comuni della Toscana. Pisa ha intenzione di partecipare con il progetto di un fabbricato che metta in coabitazione anziani, disabili e studenti. Il primo piano sarebbe strutturato con camere singole dotate di bagno e con ambienti comuni, come cucina e luoghi di ritrovo. Il piano terra sarebbe uno spazio a disposizione dell’intero quartiere, tipo centro sociale.
Tra il progetto preliminare (per circa 4 milioni) e quello definitivo, l’intenzione è di coinvolgere i cittadini: alla ex circoscrizione in via Bargagna è stato allestito uno spazio aperto permanente per dare a chiunque la possibilità di portare il proprio contributo.
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