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Terzani e gli altri ai tempi del Sant’Anna

Terzani e gli altri ai tempi del Sant’Anna

Giuliano Amato ha presentato il libro di De Maio e Satriano che ricorda il grande giornalista

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PISA. Il neo presidente del Sant'Anna, Giuliano Amato, ha presentato ieri il libro "Il mio fratellone Tiziano Terzani" di Alberto De Maio e Dino Satriano: un volume sull'amicizia tra De Maio e Terzani nata ai tempi in cui studiavano al collegio medico-giuridico. A ricordare quegli anni, oltre agli autori, c'erano la moglie di Terzani, Angela Staude e il presidente dell'associazione ex allievi Franco Mosca. Il primo incontro avvenne nel settembre 1957 davanti al portone della scuola pochi giorni prima del concorso per l'ammissione.

«Tiziano è stato per me un"fratellone - racconta De Maio - non soltanto in senso affettuoso, ma anche perché era grande e grosso, mentre io sono piccolo, "formato mignon" come dicevano i miei compagni. Infatti, quando mi vide la prima volta, esclamò: “E tu chi sei, uno gnomo?" Cominciò con questa battuta una bellissima storia che m'è venuta voglia di raccontare, mezzo secolo dopo, perché non vada persa, parlando e ricordando assieme a Dino Satriano, anch'egli allievo del collegio normalista negli anni universitari miei e di Tiziano e poi suo collega giornalista». De Maio racconta le difficoltà affrontate per il cambiamento radicale della sua vita, e l'incoraggiamento ricevuto da Terzani che era diventato per lui una sorta di angelo custode.

Erano accomunati dalle origini (entrambi provenivano da famiglie povere) e dal desiderio di riscatto sociale. Tra i compagni di studi c'era anche Giuliano Amato. «Condividevano - dice Amato - la povertà di partenza e la possibilità di crescere aldilà della vita che era stata loro assegnata. Erano due ragazzi poveri che hanno trovato nel collegio la leva che li ha portati su. E ancora oggi la scuola deve cercare di fornire la scala mobile per arrivare al piano di sopra. Certo noi allora abbinavamo speranza e opportunità, perché la Olivetti ci veniva a cercare subito. Avevamo la certezza di avere un futuro». La vita del collegio è raccontata con tanti episodi: il trasferimento dalle Piagge a piazza dei Cavalieri trasportando tutto con il carretto; la Topolino decappottabile, con cui in centro destavano la curiosità dei passanti, perché Terzani metteva i cuscini sul sedile e teneva la testa fuori dal tettuccio. «Era costata 50 mila lire - ricorda la moglie - e l'avevamo pagata impegnando due anelli regalati da mia nonna». A Terzani sarà intitolato il 9 maggio il collegio "ex Immacolatine" di via S. Lorenzo.

Daniela Salvestroni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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