Il Tirreno

Pisa

Nuovo slittamento per le ricerche di Roberta Ragusa

di Candida Virgone
Nuovo slittamento per le ricerche di Roberta Ragusa

Gli inquirenti annunciano l’inizio della prevista battuta per la prossima settimana: al lavoro centinaia di uomini

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Da tre mesi e mezzo la mamma di due ragazzini manca da casa e di lei non c’è traccia. Nulla che possa far luce sulla sua scomparsa, non un indizio, un biglietto, una voce, una testimonianza che possa fornire indicazioni utili a sapere che fine abbia fatto. Di Roberta Ragusa, l’imprenditrice svanita nel nulla la sera del 13 gennaio dalla sua casa di Gello di San Giuliano, Terme, in via Dini, non si sa nulla da 107 giorni. Da 107 giorni i suoi figli - Daniele, 15 anni studente di quinta ginnasiale al liceo classico Galilei, e Alessia, dieci anni e mezzo, ultimo anno delle elementari - aspettano che la mamma ritorni.

Per la scomparsa di questa donna ci sono due persone iscritte sul registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio volontario, Antonio Logli, 48 anni, il marito, e Antonio Fusi, 62 anni, un pensionato di Pontedera che, secondo alcune voci raccolte settimane dopo i fatti, avrebbe dato, quella maledetta notte, un passaggio ad una donna che poteva assomigliare alla signora Ragusa, titolare dell’autoscuola di famiglia, la Futura, col suocero Valdemaro e con Antonio. E mentre anche la possibilità di quest’ultimo avvistamento cade, con la scoperta che la donna a cui Fusi diede un passaggio all’autogrill di Ponsacco della Fi-Pi-Li probabilmente è una giovane con problemi psichici che spazia fra Pontedera e Viareggio e che spesso vaga in pigiama di notte, continua l’enorme preparazione di una vasta battuta di ricerche organizzata dagli inquirenti. Una battuta che si pensava potesse scattare da giovedì ma che pare slitti ancora fino ala prossima settimana. La preparazione ha visto infatti una dettagliata mappatura del territorio, con rilevamenti satellitari, impiegherà l’uso di georadar ed altre strumentazioni capaci di rilevare recenti movimenti del terreno, richiederà l’uso di diverse unità cinofile con varie specialità, ma di fatto addestrate alla ricerca di resti umani, speleologi e geologi, militari e addetti della protezione civile e addestrati alla ricerca. Si parla di centinaia di uomini che batteranno per giorni il territorio partendo dalla casa di via Dini e spaziando a raggio per 15 chilometri fra preparco e parco, perlustrando boschi pinete, fossi, fiumi, canali, grotte e anfratti. Parteciperanno anche alcuni dei volontari del sito web «Troviamo Roberta Ragusa», che si erano proposti, ma solo quelli con competenze specifiche e addestrati appunto a ricerche di scomparsi (e fra loro ce ne sono diversi, fra cui uno degli ideatori dell’iniziativa, Piero Civalleri): non tutti quelli che spontaneamente si erano offerti di collaborare, perché, come spiegano gli inquirenti, gente non preparata - e il caso di Yara Gambirasio eo è un esempio - potrebbe tralasciare indizi importanti e distruggere tracce fondamentali, solo per imperizia, non cero per scarsa volontà.

E sempre in questi giorni avverrà la comparazione fra il dna estratto da uno spazzolino di Roberta e i reperti prelevati sull’auto di Fusi, un atto dovuto per sgombrare il campo definitivamente dalla pista dell’allontanamento volontario, nonostante la quasi certezza che la donna salita su quella macchina non fosse la signora Ragusa. Ora, purtroppo, non resta che parlare di omicidio e cercare un cadavere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web