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Disoccupato pisano vuole portare i turisti in risciò, ma il Comune nicchia
Manca una regolamentazione, potrà esserci forse dopo la pausa estiva. Ma Roma ha bisogno di lavorare adesso e da ottobre attende una risposta. Qualche politico si muove
Un risciò contro la crisi, anzi per ribellarsi alla crisi e inventarsi una nuova vita. È la storia di Roberto Alberti, pisano rimasto senza lavoro che invece di iscriversi alle liste di collocamento ha aguzzato l'ingegno e ha chiesto al Comune una licenza per trasportare i turisti in giro per la città a bordo di un risciò. Ma da mesi attende risposte perchè manca un regolamento specifico per questo genere di permessi.
La vicenda personale di Alberti è ora sostenuta in modo bipartisan dai consiglieri comunali di Pdl e Pd, Riccardo Buscemi e Marco Bani, che hanno presentato insieme un'interpellanza per chiedere al sindaco di superare con un atto di iniziativa, anche temporaneo, le lentezze burocratiche. Alberti ha presentato la domanda per l'ottenimento della licenza comunale nell'ottobre scorso ma ancora non ha ottenuto risposta.
L'attività di trasporto in risciò, infatti, spiegano Bani e Buscemi, «rientra in un settore ancora non regolamentato del trasporto pubblico ed è attualmente in corso la modifica del contratto di servizio con l'azienda municipalizzata della mobilità per i trasporti, diversi da quelli standard, fra cui quelli turistici e quelli con veicoli atipici, come appunto i risciò, che sfocerà in un regolamento ad hoc».
«Ma tutto questo - spiegano ancora - accadrà purtroppo solo dopo la pausa estiva». Ecco allora la necessità di agire, almeno in via provvisoria, come già accaduto in altre città, in attesa della stesura del nuovo regolamento. «Questa politica - afferma Buscemi - è distante dai bisogni della gente. Non si può fare aspettare sei mesi un cittadino che chiede di lavorare e poi rispondergli di aspettare altri 6 mesi per un regolamento che non si sa se e come disciplinerà l'attività di risciò».
E il consigliere del Pd, Marco Bani aggiunge: «Le idee sono il nostro futuro, il nostro capitale maggiore, il nostro investimento. Compito della politica è dare seguito alle intuizioni più innovative e sostenibili, evitando di ingabbiarle in una burocrazia inconcepibile, mortificandole con tempi d'attesa biblici».
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