Il dolore
Falsi infermieri, pisano rinviato a giudizio
Nell’inchiesta sull’ospedale di Massa per l’impiego dei rappresentanti di protesi in sala operatoria
MASSA. C’è anche un pisano fra le undici persone per le quali la procura di Massa ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta scattata nel 2007 sui «falsi infermieri» del reparto di ortopedia dell’ospedale Santi Giacomo e Cristoforo. Si tratta dell’agente di commercio Andrea Puccinelli, di 45 anni. Il gup Ermanno De Mattia ha fissato l’udienza per il 17 maggio. Per questa vicenda il pm Federico Manotti ha chiesto il processo di sei specialist (ovvero gli agenti di commercio che promuovono le protesi agli ospedali e che sarebbero stati impiegati anche come infermieri) e cinque medici. L’accusa è di esercizio abusivo della professione sanitaria (anche per i camici bianchi, visto che non hanno impedito agli specialist di fare altro) e di falso ideologico, solo per i dottori: il pm, che aveva dato il via all’indagine coordinando i Nas, ha contestato l’omissione sistematica di annotare sul registro operatorio la partecipazione degli agenti di commercio agli interventi chirurgici. Perché? «Per coprire l’illecita attività»: secondo Manotti.
Alla fine dell’indagine gli indagati sono undici: con Puccinelli, gli agenti di commercio Valter Giorgio Ghezzi, 49 anni, di Milano; Maurizio Lazzarotti, 58 anni, di Massa; Stefano Locciola, 51 anni, di Villafranca in Lunigiana; Pier Carlo Moscatelli, 54 anni, di Carrara; Federica Nascetti, 47 anni, di Chiavari; e i medici del reparto di ortopedia dell’ospedale massese: Bernardo Pavolini, 58 anni, di Forte dei Marmi, direttore; Alberto Sancin, 49 anni, di Montignoso, direttore di struttura semplice; Gian Filippo Ceravolo, 62 anni, di Massa, dirigente medico; Rosario Passalacqua, 50 anni, dirigente medico; e l’ortopedico Egisto Brocchini, 57 anni, di Massa.
L'indagine è partita nell'ottobre del 2007, quando i veri infermieri hanno denunciato cosa avveniva nelle sale operatorie ai carabinieri, che hanno potuto constatare come gli specialist svolgessero mansioni che non gli competevano. Tanto che i Nas hanno scritto nella relazione consegnata al pm: «Trovata un'incresciosa situazione ormai consolidatasi nel tempo nelle sale operatorie dell'ospedale». In particolare, i medici interessati, «in spregio alle più elementari norme correlate all'attività sanitaria, nel corso di almeno 45 interventi chirurgici di artroprotesi eseguiti tra gli anni 2007 e 2009 hanno, in qualità di primi operatori, consentito l'accesso in sala operatoria a persone non qualificate e sprovviste di adeguati titoli di studio, permettendo l'esecuzione di atti dell'attività sanitaria».
Gli interventi irregolari sono stati 45, tutti perfettamente riusciti. I medici hanno sempre sostenuto che gli specialist in sala sono indispensabili.
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