Il Tirreno

Pisa

Roberta si allontanò in macchina

di Candida Virgone
Roberta si allontanò in macchina

Secondo le possibili ricostruzioni salì sull’auto di qualcuno che conosceva bene

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GELLO DI SAN GIULIANO TERME. Il cerchio si stringe e il mistero si avvia a grandi passi verso l’unica pista possibile, che non può più far sperare nulla di buono. Roberta Ragusa, l’imprenditrice di Gello di San Giuliano svanita da casa sua la notte del 13 gennaio scorso, non se n’è andata via da sola e non si è neanche tolta la vita.

Credere ancora questo - per quanto giuridicamente vadano fatti tutti gli accertamenti tesi ad escludere ogni plausibile ipotesi - non è più possibile. Tramonta anche l’ultimo avvistamento (la donna dell’autogrill - come tanti particolari facevano credere - non era lei), non regge la strada di un gesto estremo in assenza di due righe ai figli e di un corpo che non si trova.

Che può essere successo, allora quella maledetta notte, la stessa in cui la Concordia andava a schiantarsi contro gli scogli del Giglio? Roberta era in cucina a preparare la lista della spesa da fare il giorno dopo quando qualcosa ha attirato la sua attenzione: la grafia si è fatta rapida, poi la penna si è fermata lasciando un lavoro a metà. Fra le ipotesi più probabili resta quella che sia uscita di casa e che abbia incontrato qualcuno, qualcuno di cui poteva fidarsi, che l’abbia convinta a salire su un’auto per andare a parlare lontano da via Dini, tranquilli, soli, dove nessuno avrebbe potuto ascoltare. Lontano dagli uffici e dalle case, dove quella notte dormivano i suoi. E lontano da casa e magari all’aperto, non in un’auto, in un abitacolo, ma fuori, chissà dove, potrebbe essere accaduto ancora qualcosa.

Ma chi ha incontrato quella notte Roberta e dove? Che cosa ha saputo, che cosa ha scoperto, quale incontro ha fatto che può averla turbata ancora più di quanto era afflitta? Si scava nei rapporti familiari ma si scava anche nei pc di casa e degli uffici, per sapere quali contatti Roberta possa aver avuto negli ultimi tempi, se avesse in programma degli incontri.

Le uniche strade possibili dunque, come si era prospettato quasi fin dall’inizio, sono che Roberta, uscita nella notte in preda all’ansia, o faccia un brutto incontro con balordi o stipuli un accordo con qualcuno che conosceva, che è responsabile della sua scomparsa e che sa cosa è successo. Due strade, tutte e due, che non portano a nulla di buono e che trovano in un territorio sconfinato varie possibilità di copertura per chi le ha fatto del male. Gello è a due passi della riserva naturale di Migliarino-Massaciuccoli, composta da una vasta area di parco e preparco che va dai confini con Livorno fino a Viareggio, un territorio vicino al mare, in cui scorrono tre corsi d’acqua, Serchio, Arno e Fiume Morto, un territorio pieno di canali, di pozzi, anfratti naturali, grotte e cavità carsiche, come spiegava uno speleologo solo pochi giorni fa, alcune ardue anche per gli esperti, altre accessibili e ben note a chi conosce il territorio.

Sarà in quest’area vastissima che dovrà immergersi, compito non facile, la vasta battuta di ricerche che i carabinieri stanno organizzando da settimane, che durerà più giorni e in programma dopo il due maggio: la mappatura del territorio è pronta e la caccia agli indizi che possano fornire tracce utili a chiarire la misteriosa scomparsa della titolare dell’autoscuola procederà con unità cinofile speciali, anche per il ritrovamento di resti umani, centinaia di uomini divisi a squadre che dovranno repertare ogni passo, strumentazioni atte a rilevare le modificazioni del terreno.

Scartata, come è già stato chiarito, la partecipazione di volontari e personale non esperto che potrebbe sottovalutare o distruggere indizi importanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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