Sicurezza
Bufera sulle spiaggette No alle nuove concessioni
Il Comune è orientato a non andare oltre i due locali già esistenti con limiti al numero di concerti e al rumore. Campagna a favore della musica di notte
PISA. La settimana che comincia domani sarà decisiva per le sorti delle cosiddette “spiaggette”, le attività commerciali (ristoranti, pub o aree musicali) che sorgono lungo l’argine del fiume in centro storico. Infatti è prevista una riunione in Comune per decidere quante e quali autorizzazioni rilasciare. Non esiste ancora una risposta ufficiale dell’amministrazione, ma l’orientamento che sembra prevalere è netto: la città non può permettersi rumore aggiuntivo.
Gli spazi raddoppiano. L’anno scorso erano due le concessioni: “Argini & Margini” sul lungarno Galilei e “Arnovivo” su quello Buozzi, entrambi gestiti dalla cooperativa Flu. Quest’anno il bando della Provincia ha assegnato altre due aree sui lungarni Fibonacci e Mediceo, i cui assegnatari provvisori sono rispettivamente il Millibar e la Emme Costruzioni. E in Comune temono che se l’anno scorso erano due i comitati di cittadini a protestare («Di notte vogliamo dormire», era la richiesta), l’estate 2012 possa portare a una situazione ingestibile. A Palazzo Gambacorti piace l’idea che gli spazi siano riqualificati e valorizzati, ma non si vuole aumentare il disagio notturno. Per questo si pensa di rilasciare autorizzazioni differenziate: ognuno dei concessionari potrà fare qualcosa, ma non pretendere tutto.
I malumori verso la Provincia. Nessuno lo dice apertamente, ma in Comune non hanno gradito che il bando della Provincia sia stato confezionato senza essere consultati. E leggono come una sorta di “coda di paglia” la possibilità, prevista nel bando, di poter rinunciare alla concessione senza oneri: si rendono conto che mancano le autorizzazioni che sono di competenza altrui, è la voce sussurrata a Palazzo. In Provincia la linea di “difesa” è chiara: nel bando abbiamo subordinato i progetti agli eventuali permessi che devono essere concessi. Traduzione: abbiamo messo a gara la concessione dell’area, mica abbiamo chiesto di farci sopra per forza una discoteca.
I concorrenti del bando. Tra i partecipanti, c’è l’umanità più varia e alcune proposte indecifrabili. Ma, per dire, ci sono anche la cooperativa “il Navicello” e il Consorzio nautica pisana, che avevano intenzione di aumentare gli approdi sul fiume, non di aprire un’attività musicale. Hanno vinto altri, perché hanno offerto più soldi, convinti di recuperarli con un esercizio commerciale più remunerativo.
I vecchi concessionari. In tutto ciò, la cooperativa Flu non sta ferma. Da qualche giorno è partita una campagna su Facebook che invita tutti i sostenitori a inondare di e-mail le caselle di posta elettronica dei giornali e della segreteria del sindaco. La risposta c’è stata: al Tirreno il bombardamento ormai è quantificabile in centinaia di messaggi. Sulla scorta del licenziando regolamento per le attività rumorose, si prevede che «la programmazione di concerti subirà un taglio sostanziale: eventi a distanza di 15 giorni (massimo 3 consecutivi), per un totale di massimo 6 concerti in tutta la stagione. Non potrà essere prodotto alcun suono in mancanza di deroghe; in sostanza niente musica di sottofondo». E a queste condizioni si paventa «la morte dei luoghi di aggregazione e una città tanto silenziosa quanto pericolosa».
I comitati. Per ora i residenti tacciono: hanno lanciato la loro offensiva a inizio mese, denunciando il «pericolo di discoteche a cielo aperto». Ora attendono le audizioni della commissione che cura il regolamento sul rumore: saranno ascoltati comitati ed esercenti.
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