Il Tirreno

Pisa

La movida esce dal centro storico Apre un nuovo spazio al Cep

di Gianluca Campanella
La movida esce dal centro storico Apre un nuovo spazio al Cep

Stasera il debutto con un concerto gratuito dei Casino Royale, poi appuntamenti per tutta l’estate L’area lungo il fiume può ospitare fino a ventimila persone e potrebbe delocalizzare la vita notturna

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PISA. Potrebbe diventare il “risolvi movida” anche se non nasce con questo intento. Il “Two beach” è il nuovo spazio eventi di Metarock, che sarà inaugurato questa sera con un concerto gratuito dei Casino Royale e che si propone di decentrare la proposta culturale cittadina: infatti si trova in via Fossa Ducaria, all’altezza del ponte del Cep. E fino a lunedì sarà teatro di “Aspettando Metarock”, anticipazione primaverile del festival che ogni anno a settembre richiama a Pisa migliaia di persone.

Il programma comincia tutte le sere alle 21,30 e oggi prevede il trip hop contaminato di reggae e dub dei Casino Royale. Domani ci sarà la musica d’autore di Ginevra Di Marco, voce storica di Csi e Pgr, solo per ricordare alcuni dei tanti gruppi in cui ha cantato l’artista fiorentina, il cui ultimo lavoro “Canti, richiami d’amore” rappresenta un’altra gemma. Preceduta, in apertura di serata, dal concerto di Sara dei Vetri, fresca dell’uscita del suo ultimo lavoro “Le piccole cose”. Infine l’ultimo appuntamento (lunedì 30 aprile) vedrà sul palco il collettivo reggae dei Roots United, i migliori musicisti reggae della Toscana che reinterpretano i brani di Bob Marley; in loro compagnia Ciscomanna dei Working Vibes e la nuova promessa del reggae femminile, Aliroots. Tutti gli ingressi sono gratuiti.

Ma l’area del “Two Beach”, capace a regime di contenere fino a ventimila persone, resterà aperta tutta l’estate con spettacoli live e aree dedicate anche a un pubblico più avanti negli anni: già sono in programma alcune date con grandi nomi. Secondo il patron di Metarock, Nicola Zaccardi, si tratta solo di «un segnale d’attenzione: portiamo musica popolare in un quartiere popolare», contribuendo a riqualificare lo spazio. Della movida non si preoccupa perché lascia alla politica il compito di governarla. Ma resta il fatto che questa “delocalizzazione” potrebbe incidere sui flussi di giovani e alleggerire la pressione sul centro storico. Tanto più se la politica, la butta lì il direttore del festival, pensasse a un sistema di navette che collegano il Cep con i punti più frequentati dai ragazzi.

Non è il primo esperimento per Zaccardi, lontano dal cuore della città e dalle inevitabili polemiche che talora nascono quando si parla di iniziative che coinvolgono un grande numero di persone: nel 2006, per esempio, Metarock aveva portato a Ospedaletto il concerto dei Prodigy. Ma questo è un progetto strutturale, non un episodio: «Giochiamo d’anticipo e delocalizziamo in uno spazio completamente privato», chiosa il “signor Metarock”. Per lui si tratta anche di un ritorno alle origini: proprio su quell’argine dell’Arno, tra il 1987 e 1988, aveva iniziato a promuovere la musica con il progetto Teatro 20+1; da lì passarono gruppi come Clock Dva, Pere Ubu, Chesterfield Kings e Lyres.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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