Il dolore
I pisani crescono, quota 90mila è vicina
Sono 87.261 quelli censiti, ma 10mila posizioni sono ancora da verificare. Il “giallo” delle differenze tra Istat e anagrafe
PISA. La certezza: i pisani sono tornati ad aumentare. L’incertezza: non si sa ancora quanti siano. Di sicuro 87.261: questo è il primo verdetto del censimento 2011. Ma c’è una fascia larghissima, di 10mila persone, ancora da verificare. Tanto che l’Istat ha dato tempo ai Comuni fino al termine del 2013. Ancora un anno e mezzo a disposizione, dunque, perchè la questione dei numeri è più complicata di quello che sembra. Intanto l’obiettivo di superare i 90mila abitanti “ufficiali” è decisamente possibile. Il punto («una prima tappa») è stato fatto dal vicesindaco Paolo Ghezzi, insieme al responsabile dell’ufficio anagrafe Alessandro Corucci.
Il primo “giallo”. Dopo la prima fase di conteggio, i pisani “sicuri” sono dunque 87.261. E già qui si comincia ad entrare in una selva di distinguo. Questo perchè, in sostanza, per tutti questi anni dal precedente censimento i dati della popolazione hanno seguito due binari paralleli e mai coincidenti: un certo numero indicava l’Istat, un altro numero l’anagrafe comunale. Con differenze notevoli. Al 31/12/2010 all’anagrafe risultavano 91.346 residenti, all’Istat invece 88.217. Perchè questa differenza di circa 3.000 persone? I tecnici spiegano che, successivamente al censimento di 10 anni fa, non è mai stato compiuto il cosiddetto “riallineamento”: cioè non è mai stata fatta una verifica puntuale dei residenti che non avevano risposto al censimento stesso. Di fatto, il Comune si è portato dietro oltre 3.000 persone registrate come residenti, ma che non avevano compilato il questionario del 2001. Cosa succede adesso? Che i 3.000 e passa saranno ricontrollati uno ad uno. Il problema, va detto, non è solo del Comune di Pisa: per questo, non a caso, l’Istat ha dato tempo fino al 31 dicembre 2013 per “riallineare” i dati.
Il secondo “giallo”. C’è poi un secondo elemento di incertezza rispetto al numero reale: il 9 ottobre - giorno ufficiale del censimento - sono state registrate ben 6.651 persone come “non dimoranti abitualmente a Pisa”. Anche questa mole di persone sarà verificata una ad una e tra queste emergerà sicuramente un’ulteriore quota di residenti effettivi. In questa categoria sono conteggiati da un lato coloro che per motivi di salute (degenti), lavoro, studio o turismo erano presenti a Pisa alla data del censimento: e questi continueranno a non risultare residenti. Ma, dall’altro lato, dentro ai 6.651 potrebbe esserci una quota significativa da reincludere come residenti e che per semplice errore - soprattutto tra i questionari compilati on line - si è registrata invece come “non dimorante abitualmente”. Ecco perchè, considerando gli 87.261 già censiti e ipotizzando parecchi ripescaggi tra i 6.561 più i 3mila (quasi 10.000 in totale, molti dei quali stranieri), non è distante la possibilità di chiudere questa lunga verifica riportando l’asticella oltre i 90.000 residenti. Numero reale, beninteso, e finalmente coincidente tra Istat e anagrafe.
Ripresa confermata. Ma qual è l’andamento nel tempo del numero di residenti nel comune di Pisa? Al di là della differenza tra dato Istat e dato anagrafe, la tendenza è chiara: dopo il crollo degli anni Novanta in cui Pisa è passata dai 99.032 del 1991 ai 92.112 del 2001, si è avuto negli anni dal 2002 al 2006 un ulteriore calo, seppur in maniera molto ridotta (90.387 nel 2006), e un successivo ritorno alla crescita, fino ai 91.346 del 2010. Va inoltre sottolineato che nella grande maggioranza i cittadini persi da Pisa comune sono andati a risiedere negli altri comuni dell’area pisana. Il dato Istat, con la “tara” dei circa 3.000, segna la stessa tendenza, però con una differenza significativa: nei suoi dati annuali dal 2001 (picco di 89.694 residenti) ad oggi non è mai stata superata la soglia dei 90mila abitanti “certificati”. Stavolta invece potrebbe succedere davvero.
Non solo stranieri. Si tratta ora di chiedersi a cosa sia dovuto il recupero. A fronte di un saldo naturale (differenza tra nati e morti) negativo è cresciuto nel tempo il saldo migratorio positivo. Per saldo migratorio è da intendersi la somma algebrica tra immigrazioni ed emigrazioni di italiani e stranieri. L’incremento positivo, fino al 2010, era frutto della crescita della componente dei cittadini stranieri. Quell’anno però ha rappresentato una svolta: anche il dato del saldo migratorio degli italiani, infatti, per la prima volta dopo molti anni è tornato positivo. Un piccolo +13 (persone) che diventa grande a fronte del -430 del 2009, del -850 del 2008 e del -700 di media nei sei anni precedenti. Donne in maggioranza: degli 87.261 censiti, 46.407 sono donne e 40.854 gli uomini.
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