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Pisa

Personale in allarme per i trasferimenti

Personale in allarme per i trasferimenti

Con i dipartimenti nessuno sa dove finirà e c’è chi chiede l’elezione dei direttori a organici completi

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PISA. C’è preoccupazione tra il personale tecnico-amministrativo dell’università di Pisa per il trasferimento delle risorse umane stabilito dal nuovo statuto. Ma, al momento, non c’è voglia di scontro con l’amministrazione quanto «spirito costruttivo e richiesta di informazioni», come spiega Simone Kovatz, rappresentante delle rsu dell’ateneo. Queste, sul loro sito, hanno pubblicato tutte le mozioni approvate nelle varie assemblee, con cui rivendicano il diritto a conoscere il loro futuro. La vicenda è una conseguenza della riorganizzazione accademica: con il nuovo statuto si passa da 59 centri (11 facoltà e 48 dipartimenti) a 20 “nuovi dipartimenti” che riuniscono didattica e ricerca in un’unica struttura. Questa rivoluzione comporta una riassegnazione del personale: il rettore ha sempre dichiarato che nessun “barone” può considerare sua proprietà le risorse umane che sino a oggi hanno lavorato in una struttura. E su questo Kovatz concorda: «La nostra pressione non va vista in un’ottica conservativa, ma come una forma di tutela dell’amministrazione dall’interno. Resta il fatto che i trasferimenti sono imminenti e noi ancora non sappiamo niente». L’ultimo verbale d’assemblea, svolta lunedì scorso, prova a forzare la mano: si «stigmatizza l’assenza di chiarezza da parte dell’amministrazione che tende ad alimentare un clima di incertezza, preoccupazione e disagio fra il personale». E si propone un piano complessivo, perché «procedere a una riorganizzazione a tappe persegue il disegno di dividere il personale e rendere più deboli i lavoratori». Kovatz aggiunge: «Incontriamoci, ascoltateci, decidete e informateci». Francesco Giorgelli, rappresentante del personale in senato accademico, assicura che quell’organo istituzionale «effettua un monitoraggio costante» della situazione: «in questa fase si deve usare cautela e attenzione, perché nei nuovi dipartimenti entrano di diritto docenti e ricercatori, ma vanno eletti i rappresentanti di studenti e personale». Per Giorgelli bisogna vigilare sulla tempistica, affinché tutta la componente elettiva sia insediata prima del voto per i direttori di dipartimento: in questo modo, il nuovo capo struttura sarà espressione dell’intera composizione del dipartimento. «I dipartimenti faranno tutto ed è bene che funzionino nell’interesse di tutti».

(g.c.)

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