Sicurezza
Mille occhi sulla città, non telecamere. E che siano i nostri
“Il ragazzo, dopo aver trascorso la serata in un locale in via Sancasciani, ritornando alla sua auto in via Gori, è stato aggredito da due uomini con calci e pugni venendo derubato del giubbotto, del...
“Il ragazzo, dopo aver trascorso la serata in un locale in via Sancasciani, ritornando alla sua auto in via Gori, è stato aggredito da due uomini con calci e pugni venendo derubato del giubbotto, del telefono e del portafogli. Il ragazzo è poi stato soccorso da due persone di passaggio che hanno subito chiamato i carabinieri e un'ambulanza...”
Ho estratto questo trafiletto da un articolo del 13 marzo che raccontava di una rapina avvenuta nel quartiere di San Martino.
In queste righe troviamo due fatti. Nel primo abbiamo assistito all'ennesimo racconto di una città insicura, senza controllo. Di una città che ha bisogno di poliziotti, di installare nuove telecamere. Ma ci sarà sempre un angolo cieco alle telecamere, un vicolo senza poliziotti. Inoltre è circolato poco tempo fa il video di una rissa in Piazza delle Vettovaglie ripresa proprio dalla videosorveglianza: ma come? Non dovrebbe dissuadere? Dunque, non rimane che una soluzione, radicale e definitiva: il coprifuoco. E allora come possiamo, giovani e non, riappropriarci della città ed esercitare il nostro diritto a passeggiare al chiaro di luna?
La soluzione sta nel secondo fatto raccontato: le persone di passaggio. Pisa, in particolare, ha tutte le carte per essere vissuta giorno e notte, mentre abbiamo assistito a un progressivo soffocamento del fermento socioculturale. Da un lato c'è stato un aumento incredibile di locali che vendono alcolici: microlocali, in molti casi, in cui l'unica azione che puoi fare è pagare, prendere la bevanda e consumarla all'esterno, in piedi e il più in fretta possibile, per poi fare un altro giro. Qualità della socialità che rasenta lo zero e schiamazzi praticamente certi. Dall'altro lato abbiamo visto l'eutanasia del Progetto Rebeldìa e gli sgomberi ripetuti di stabili occupati, che esprimevano invece il culmine di un'esigenza forte e positiva.
Facciamo una proposta: invece di investire soldi in altre telecamere e altre forme di vigilanza, investiamo negli occhi che ogni giorno attraversano la città. Individuiamo, coinvolgendo anche i consigli territoriali di partecipazione, i luoghi di proprietà del Comune vuoti o poco utilizzati. E non per venderli. Per riempirli: uno spazio espositivo gratuito, un piccolo laboratorio artigiano, un doposcuola e corsi serali, feste e rassegne musicali. Ogni luogo ha le sue esigenze e ogni persona avrà un'idea. Per sentirci meno soli, e più sicuri.
Letizia Andreini
coordinamento provinciale
di Sinistra Ecologia Libertà Pisa
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google