Il Tirreno

Pisa

Imu prima casa: si pagherà 300 euro

di Giovanni Parlato
Imu prima casa: si pagherà 300 euro

È una media calcolata sull’aliquota più bassa. Mentre sulle seconde case sfitte arriverà la stangata

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PISA. Il Senato, l’altro giorno, ha convertito in legge il decreto fiscale. Al cittadino la scelta di pagare sulla prima casa se in due o tre rate. Se sceglierà la rateazione più lunga, pagherà il 33% entro il 18 giugno, un altro 33% il 18 settembre e,infine, il 18 dicembre. Se al contrario opterà per due rate, dovrà pagare la prima entro il 18 giugno e la seconda a dicembre. Per le seconde case, l’acconto è solo in due rate.

Ma quanto si pagherà? Sul Corriere della Sera di ieri è stata pubblicata una tabella che prende in considerazione le aliquote minime su prima casa (0,4%) e seconda casa (0,76%) considerando una famiglia con un figlio a carico.

Secondo questo calcolo, la famiglia pisana - per la prima casa - dovrebbe pagare (in media) a giugno 100,31 euro se sceglie l’acconto in tre rate e 150,46 se sceglie l’acconto in due rate. Mentre la prima delle due rate per la seconda casa sarà di 418,70 euro.

«È un calcolo eseguito sulle aliquote base facendo una media», dice Giovanni Viale, assessore comunale al bilancio con cui abbiamo parlato al telefono mentre era fuori casa sprovvisto del suo computer, il quale aggiunge: «Posso dire che, così, a prima vista, potrebbero essere dati plausibili».

Sulle prime case, l’amministrazione comunale applicherà l’aliquota più bassa, ma non sarà così sulle seconde case che sono sfitte.

I Comuni, come ci fa sapere l’assessore, subiranno ulteriori tagli dal governo e saranno costretti ad alzare le aliquote minime là dove riterranno opportuno. «Il 100% della Imu sulla prima casa con aliquota base, 0,4%, va allo Stato - spiega Viale - mentre il gettito derivante dagli altri immobili, con aliquota minima allo 0,76%, andrà diviso a metà fra Stato e Comuni. Tuttavia, se il totale andato ai Comuni è superiore a quanto incassato con l’Ici 2010, il governo toglierà la differenza ai Comuni dal fondo sperimentale di riequilibrio. In pratica, così fatta, l’operazione dell’Imu non porta nulla nelle casse comunali».

Poiché il governo si prepara a tagliare altri finanziamenti agli enti locali, quest’ultime dovranno varare altre operazioni. E gli strumenti arrivano dalla stessa Imu. Infatti, se allo Stato vanno tutti i soldi nel caso dell’applicazione delle aliquote più basse, non è così nel caso in cui i Comuni dovessero scegliere di aumentare le aliquote.

A Pisa, l’orientamento è di lasciare le prime case all’aliquota più bassa, ma di alzare quella dalle seconde case in poi che risultano sfitte. Oltre quanto ricavato dall’aliquota minima andrà nelle casse comunali. È questa l’operazione che l’amministrazione si accinge a eseguire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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