Il Tirreno

Pisa

Tintarella più cara per Iva e Imu

di Francesco Loi
Tintarella più cara per Iva e Imu

Ritocchi ai listini tra il 5 e il 7%, ma sul giornaliero la maggioranza non aumenta i prezzi

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PISA. Bisogna iniziare a tirar fuori dai cassetti il costume. La notizia è che sta per arrivare Hannibal. Da oggi in poi l’anticiclone africano porterà il caldo. Iniziano così le grandi manovre sul litorale, dove la tintarella costerà un po’ di più. Non tanto in molti casi: quelli in cui i proprietari degli stabilimenti balneari hanno scelto di recuperare solo l’1% che deriva dall’aumento dell'Iva; in altre situazioni invece il salto è più deciso, arrivando al +5-7%. La crescita delle spese e quelle in arrivo (a cominciare dall’Imu) hanno portato al ritocco dei listini. Su tutto l’incognita della crisi: pisani e livornesi, i principali clienti dei bagni di Marina, Tirrenia e Calambrone, come si comporteranno? Finora le prenotazioni sono andate a rilento, anche per colpa del clima che non ha solleticato la voglia di tintarella. Forse sarà proprio Hannibal a risollevare le sorti del settore.

In queste pagine pubblichiamo tutte le tariffe degli stabilimenti del litorale come si ricava dal portale PisaUnicaTerra della Provincia. Occorre sottolineare che quelli riportati sono i prezzi massimi. Altra specifica: spesso non è completamente esatto fare paragoni tra i bagni, visto che, soprattutto per le strutture che hanno cabine con doccia, il prezzo massimo sale ancora per questo servizio in più. Inoltre, quando si parla di ritocchi dei prezzi rispetto all’anno scorso, ci sono differenze che non possono non essere rimarcate. Prendiamo il costo giornaliero di un ombrellone e 2 sdraio: in questo caso sono ben 52 su 67 gli stabilimenti che hanno deciso di lasciare il prezzo invariato, quasi il 78%; mentre gli aumenti sono in 14 bagni, che corrispondono a circa il 20%.

L’abbonamento stagionale, per lo stesso servizio, invece rivela una scelta diversa: quasi il 60% degli stabilimenti ha deciso di aumentare la tariffa. Considerando poi anche la cabina, insieme all’ombrellone e alle due sdraio, si ricava la medesima tendenza: la stragrande maggioranza (73%) ha lasciato il costo immutato; al contrario, il prezzo stagionale è stato aumentato dal 59% degli stabilimenti (in cinque, il 7,3%, lo hanno diminuito). Proprietari e gestori dei bagni, a fronte dei timori della crisi sui clienti, sanno che sul giornaliero (sempre più diffuso) devono “tenere”. Mentre sugli abbonamenti, facendo leva sui clienti fissi ed affezionati, si prova a ricavare qualcosa in più.

«Qualche piccolo aumento c’è stato», conferma Alessandro Cordoni, titolare del Bagno Vittoria di Marina e coordinatore della Fiba Confesercenti. «Speriamo sia colpa del clima, con la gente che logicamente non ha ancora voglia di mare per queste temperature invernali. Ma le riconferme - aggiunge - stentano rispetto agli altri anni e su questo penso incida anche la crisi economica». Il litorale pisano è storicamente la méta preferita, oltre che dai pisani di città, dai residenti della provincia: questo forse salva ancora i fatturati. Ancora il coordinatore Fiba: «Sicuramente gli stabilimenti di Marina di Pisa sono più legati ad una clientela pendolare e quindi, bene o male, resistono a livello di prenotazioni anche per un numero inferiore di ombrelloni. Discorso diverso per Tirrenia: qui i bagni hanno dimensioni maggiori e sono legati, magari, ad un turismo collegato agli affitti delle abitazioni. Certamente si annuncia una stagione difficile».

E gli aumenti? «I balneari in questi anni - dice Cordoni - hanno sempre cercato di accollarsi gli aumenti dei costi per non gravare sui clienti. Adesso la situazione è difficile: dai canoni demaniali all’Iva, dall’incognita Imu al costo del personale. Senza considerare le incertezze sul nostro futuro. Cerchiamo quindi di contenere al massimo i ritocchi, ma i ricavi sono in calo e le spese in aumento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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