Il Tirreno

Pisa

Qualcuno quella sera ha sorpreso Roberta

di Candida Virgone
Qualcuno quella sera ha sorpreso Roberta

Caso Ragusa, gli inquirenti analizzano la grafia della lista della spesa C’è un cambio di stile e poi l’elenco viene interrotto improvvisamente

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PISA. Una grafia rotonda, femminile, tranquilla, che però improvvisamente accelera, appare più confusa, come se a vergare quei tratti sia stato qualcuno che ha fretta di concludere, che deve fare qualcosa, che è stato chiamato da qualcun altro altrove. È quello che sarebbe apparso agli investigatori dalla lista della spesa che Roberta Ragusa stava compilando poco prima di svanire nel nulla, inghiottita dal gelo di una rigida notte d’inverno.

Tutto è racchiuso in quei pochi momenti. Che cosa ha distolto l’imprenditrice di Gello di San Giuliano, sparita la notte del 13 gennaio scorso, da un’abitudine che si ripeteva nella tarda serata di ogni venerdì, l’elenco delle cose che mancano nella dispensa? Il fatto che nella lista siano segnati pochi oggetti può voler dire due cose: o che in casa c’era già quasi tutto (ma è insolito per chi, lavorando tutto il giorno, va a far scorta di viveri una volta alla settimana, il sabato mattina), o che Roberta è stata distratta da qualcosa che l’ha distolta dal suo impegno.

Il marito - Antonio Logli, 48 anni, iscritto sul registro degli indagati per omicidio volontario - non sa dire cosa sia accaduto. Anche lui davanti ai carabinieri, consegnando l’ultimo oggetto che dà un segno di vita della moglie, quella lista appunto, si è chiesto perché fosse così spoglia. Quello su cui si è concentrata l’attenzione degli inquirenti è il cambio rapido di grafia, l’accelerazione, sintomo di qualcuno che improvvisamente va di fretta.

Ma non è l’unico particolare, infinitesimale ma studiato proprio alla ricerca di una spiegazione ad un mistero lungo più di cento giorni, che colpisce l’attenzione degli investigatori. Si scava nella vita della coppia, nelle relazioni dei due protagonisti, nei loro pc, negli ultimi contatti, nelle mail inviate e cancellate. Decine e decine i testimoni ascoltati, fra i parenti, gli amici, i conoscenti, alla ricerca di un indizio utile a far luce su questa misteriosa scomparsa in una ridda di voci le più incontrollate. La maggior parte di quel che si è sentito in giro si sono rivelate chiacchiere, pettegolezzi di paese, e per gli inquirenti si sono dimostrate cose di nessun interesse ai fini di un’indagine complessa e, man mano che il tempo passa, sempre più blindata anche negli aspetti più banali. Un’inchiesta che appare dall’esterno in una fase di stallo. Per la conclusione delle indagini ci sono ancora nove mesi di tempo, trascorsi i quali, se non venisse fuori nulla di utile, si finirebbe con l’archiviazione di un fascicolo che comunque rimarrebbe aperto e che può ripartire in qualsiasi momento. Troppo poco per un caso che ha attirato su di sè i riflettori nazionali e l’interesse di milioni di donne.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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