Il Tirreno

Pisa

La città dello studio rimane senza biblioteca

di Danilo Renzullo
La città dello studio rimane senza biblioteca

La Comunale sui lungarni chiude domani, quella nuova alle Piagge sarà pronta solo in autunno. I dubbi dei Cobas sulla futura gestione del personale

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PISA. Per alcuni è il luogo del sapere, per altri rappresenta uno spazio di incontro e socialità, per tutti è il cuore culturale cittadino. Pisa, città della conoscenza e dell'università, resterà, almeno fino al prossimo autunno, orfana della biblioteca comunale. Domani la sede di lungarno Galilei chiuderà i battenti per consentire il complesso lavoro di revisione e aggiornamento del patrimonio librario (che conta oltre 60mila volumi) e di suddivisione degli spazi e degli arredi della nuova sede, ancora in fase di realizzazione, sul viale delle Piagge, che ospiterà la biblioteca dal prossimo autunno. E, intanto, montano le critiche dei Cobas. La Confederazione dei comitati di base, oltre a criticare la «tardiva e insufficiente comunicazione della chiusura della biblioteca da parte dell'amministrazione comunale», si interroga sulla «ragione di questa chiusura, considerando il fatto che i mesi che ci separano dall'apertura della nuova biblioteca sono tanti per una città dove gli spazi di studio sono carenti». Da domani, nella biblioteca di lungarno Galilei verranno sospesi i servizi di prestito e consultazione libri, sarà parzialmente chiusa la sala studio, mentre resterà attivo il servizio di consultazione di quotidiani e riviste, una postazione per la restituzione dei libri e si potranno utilizzare alcune delle risorse di "Bibliolandia", la rete provinciale delle biblioteche.

Oltre alla temporanea chiusura, per i Cobas è il futuro della biblioteca a preoccupare perchè «si parla con sempre maggiore insistenza di parziale esternalizzazione del settore». «In questi mesi - spiegano i Cobas -, il personale della biblioteca ha denunciato carenze di organico (tre operatrici andranno a breve in pensione senza che ci sia certezza sulla loro sostituzione) che rendono difficile la gestione degli spazi attuali, allora immaginiamoci in un contesto più grande". Ieri, intanto, nel corso di un incontro con l'assessore alla cultura Silvia Panichi, i Cobas, che hanno definito l'incontro «proficuo e che ha permesso di sviscerare i problemi affrontando almeno gli elementi più critici», hanno ottenuto la convocazione dei sindacati, entro due settimane, per «una prima proposta di confronto». «Per noi è di vitale importanza che l'amministrazione si confronti con tutta la Rsu sulla futura gestione della biblioteca e del personale - spiegano i Cobas - Da parte nostra non vogliamo dare per scontato che una parte del servizio finisca esternalizzato soprattutto a condizioni contrattuali e retributive al massimo ribasso. Per questo abbiamo sollevato il problema. Il progetto per la nuova biblioteca - concludono - non potrà essere costruito solo virtualmente ma con la diretta partecipazione del personale, dell'utenza, con assemblee pubbliche dove affrontare i problemi e soddisfare le richieste della cittadinanza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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