Attenzione
Sulle tracce di Roberta sparita da cento giorni
SAN GIULIANO TERME. Ora si cerca davvero un corpo. Nessuno spera più di trovare Roberta Ragusa viva. Anche negli inquirenti, se c’era qualche tiepida speranza di poter credere davvero ad una fuga, l’i...
SAN GIULIANO TERME. Ora si cerca davvero un corpo. Nessuno spera più di trovare Roberta Ragusa viva.
Anche negli inquirenti, se c’era qualche tiepida speranza di poter credere davvero ad una fuga, l’ipotesi sembra avviarsi al tramonto, per quanto ancora si attenda di fare la comparazione fra il dna dell’imprenditrice svanita nel nulla dalla sua casa di Gello di San Giuliano nella notte del 13 gennaio scorso, e i reperti prelevati dall’auto di Antonio Fusi, il pontederese di 62 anni che dice di aver dato un passaggio, quella maledetta notte, ad una donna che assomigliava molto alla signora Ragusa.
Ma pare che dagli esiti di questi esami non si speri di ottenere rivelazioni sorprendenti, capaci di fare finalmente chiarezza su un quadro che resta sempre più complesso.
Vittima del tempo cade anche l’ipotesi del suicidio, che poteva essere percorribile nei primi momenti della scomparsa, ma che naufraga con quella della fuga in assenza di una riga per i figli e di un ritrovamento che in un lasso così lungo doveva pur avvenire.
Restano in piedi quindi, nell’analisi cruda di una vicenda familiare che tiene con il fiato sospeso mezza penisola appunto da cento giorni, le strade più tragiche ancora di un gesto estremo. Quelle che portano alla possibilità di un brutto incontro o di un evento imprevisto sfociato in tragedia, ma i cui protagonisti restano sfuocati e ancora senza volto.
Intanto la macchina organizzativa è al lavoro per preparare la battuta di ricerca, che durerà diversi giorni, con lo scopo di perlustrare il territorio a caccia di una traccia utile a chiarire questa misteriosa scomparsa.
Ultimata la mappatura anche con visure satellitari, verranno impiegate unità cinofile, in particolare quelle specializzate nelle ricerche di resti umani, personale esperto in ricerca di persone, capace quindi di valutare ogni indizio, speleologi, strumentazioni in grado di rivelare recenti movimenti del terreno, dal georadar in su. In un contesto del genere cade sempre di più la possibilità di partecipazione libera di volontari a questo genere di ricerche, perché gente inesperta potrebbe sottovalutare o non vedere tracce interessanti e magari cancellare indizi importanti.
Per quanto il territorio vasto e inesplorato del parco e dell’area di preparco che lo circonda, fra fiumi, fossi, canali e cavità carsiche, resti chiaramente - e lo è stato in queste settimane, tranne le aree private - accessibile a chiunque. (c.v.)
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