Il Tirreno

Pisa

«Poste, così sembra una vicenda assurda»

di Francesco Loi
«Poste, così sembra una vicenda assurda»

Confronto tra Fini e lavoratori sui tagli. L’azienda fa slittare i tempi, Filippeschi: può essere positivo

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PISA. «Studierò la vicenda e chiederò notizie all’azienda: detta così sembra una situazione assurda». Così Gianfranco Fini, dopo la visita alla Domus, ai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil e ai lavoratori delle Poste Italiane di Pisa che lo attendevano in via D’Azeglio con bandiere e striscioni. Poi in serata una notizia da Roma che potrebbe cambiare in meglio il quadro: non c’è stato l’incontro tra Poste Italiane e sindacati, come conferma Mario Frongia della Cgil.

Da questo faccia a faccia, in pratica, sarebbe cominciato il conto alla rovescia che avrebbe portato all’attuazione del piano di riduzione del personale. I sindacati avevano chiesto il rinvio per ottenere margini di trattativa. Poste Italiane, al momento, ha accettato di spostare più avanti la data dell’incontro. «E’ positivo che l’azienda non abbia formalizzato gli intenti. L’arco di tempo che si crea deve essere utilizzato bene per far crescere le iniziative di opposizione al depotenziamento del Cmp e agli altri provvedimenti».

A Fini i lavoratori di Poste Italiane di Pisa hanno consegnato un documento in cui si riassume la vicenda e le intenzioni, per il territorio pisano, di «una riduzione di personale di 130 unità su 245 per quanto riguarda l’impianto di smistamento (Cmp) sulla via Emilia e ulteriori 50 unità per i portalettere». Tra i punti più sottolineati dai sindacati a Fini il fatto che il Cmp sia «un impianto ultramoderno che ha richiesto investimenti di svariati milioni, chiudendo i centri postali di Massa e Lucca, e che è stato inaugurato l’1 aprile 2010; dopo solo due anni questa inversione di rotta e magari si porta tutto a Firenze». Sul taglio ai portalettere, poi, è stato evidenziato come diventi «realisticamente ipotizzabile una sola consegna settimanale».

Soprattutto, nella lettera si fanno presente le difficoltà nel comprendere le scelte dell’azienda: «Il risultato operativo di Poste Italiane è stato per il 2011 di un utile di 840 milioni: non pensa signor presidente che un’azienda aggiudicataria del servizio postale universale, di proprietà pubblica e con utili così elevati, non debba prestare anche attenzione ai risvolti sociali della proprietà attività e, perchè no, una particolare attenzione ad evitare il dramma di 180 famiglie nella provincia di Pisa e migliaia nel resto del Paese?».

«Voglio sentire anche le ragioni dell’azienda prima di dire qualcosa, anche se raccontata in questi termini mi sembra una situazione assurda», ha risposto Fini garantendo, in previsione dell’arrivo di interrogazioni sulla questione, una sorta di corsia preferenziale. Fini ha infine ribadito la sua intenzione di «chiedere al governo di informarsi e di fornire risposte rapide in Parlamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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