Il Tirreno

Pisa

Negozi aperti il 25 aprile, è scontro

di Daniele Benvenuti
Negozi aperti il 25 aprile, è scontro

Alcuni grandi punti vendita in attività anche il giorno della Liberazione, i sindacati proclamano lo sciopero

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Sarà un 25 aprile, quello di domani, all’insegna delle tradizionali cerimonie per la Liberazione ma, per la prima volta, anche all’insegna dei negozi aperti (più probabilmente dei supermercati). Grazie infatti al decreto sulle liberalizzazioni del governo Monti e alle successive pronunce del Tar che hanno stoppato le ordinanze sulla limitazione delle aperture festive per Pisa, San Giuliano e Pontedera, in occasione di ricorrenze come il 25 aprile, il 1º maggio (era stato anche per Pasquetta) possibilità per chi lo vuole di aprire la propria attività. Occasione colta al volo da alcune catene della grande distribuzione che anche domani hanno deciso di rimanere aperte a Pisa ed in provincia.

Tra tutte la Pam (che a Pontedera ha presentato il ricorso al Tar) che nella nostra città apre i suoi punti vendita di via Pascoli e via De Ruggero (il primo dalle 8,30 alle 19,30 ed il secondo dalle 9 alle 19,30), così come quelli di Pontedera. Aperto anche il supermercato Esselunga nel centro commerciale Pisanova (con orario 9-20), mentre resteranno chiusi sia Carrefour e Conad a San Giuliano che l’Ipercoop a Cascina.

La protesta. Così come era già accaduto per Pasquetta (e accadrà per il 1º maggio), i sindacati hanno proclamato uno sciopero proprio in occasione di queste festività. Domani, davanti al supermercato Pam di Fornacette, presidio della Cgil.

«Anche per il 25 aprile - spiega Cinzia Bernardini, segretario della Filcams Cgil - le sigle sindacali hanno proclamato lo sciopero per difendere la qualità della vita dei lavoratori. È bene infatti ricordare che, nel nome del consumismo, si passa sopra a festività laiche e religiose che costituiscono valori fondanti della nostra nazione. Senza considerare che per i dipendenti, queste festività, sono parificate ad un normale giorno di lavoro».

Il segretario della Filcams lancia un appello: «Proprio per il rispetto di queste feste e dei lavoratori, invitiamo i cittadini a non fare acquisti nè il 25 aprile nè il 1º maggio. Sarebbe un segnale forte contro una logica di profitto che non porta a niente nè a livello di incassi che di occupazione. Anche domani, probabilmente, la grande distribuzione si avvarrà di interinali».

La mozione. Nei giorni scorsi anche il consiglio comunale di Pisa si era espresso contro la liberalizzazione delle aperture dei negozi con una mozione approvata a larghissima maggioranza (su 28 votanti, 23 voti favorevoli, 3 contrari e un astenuto). «Pisa era stato l’unico Comune capoluogo in Toscana a voler regolare le aperture con una ordinanza poi sospesa dal Tar - commenta l’assessore al commercio Giuseppe Forte -. Credo che il consiglio comunale abbia fatto bene ad approvare un documento con cui si chieda una regolamentazione della materia. Un atto in linea con il percorso che abbiamo sempre intrapreso per cercare di mediare tra le varie componenti del mondo del commercio e per mettere regole necessarie».

Nella mozione approvata il 19 aprile scorso, il consiglio comunale considera, tra l’altro, «che le normative in materia di liberalizzazione creano concorrenza sleale a favore della grande distribuzione e aumentano ulteriormente le difficoltà degli esercizi commerciali di vicinato e di piccole dimensioni».

Nel documento vengono poi sostenute le iniziative promosse dai sindacati a partire dal 25 aprile, impegnando il sindaco e la giunta «a definire un modello sostenibile del commercio per un territorio più vivibile, all’insegna della cultura e non solo dei consumi; a dare maggiore attenzione alla difesa dei soggetti economico-sociali più deboli, siano essi dipendenti che piccoli commercianti; a rispettare le festività ed i valori che esse esprimono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze