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Botte alla compagna, condannato a cinque anni

Botte alla compagna, condannato a cinque anni

Condannato a cinque anni per massacrato di botte la compagna che voleva separarsi da lui ed aveva chiesto l’affidamento esclusivo dei figli, una bambina di sette anni ed un maschietto di cinque

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Condannato a cinque anni per aver massacrato di botte la compagna che voleva separarsi da lui ed aveva chiesto l’affidamento esclusivo dei figli, una bambina di sette anni ed un maschietto di cinque. Non voleva farli vivere - aveva raccontato la ragazza, una operaia ucraina - nel terrore. Lui l’avrebbe tormentata per mesi, terrorizzandola di notte e minacciandola di bruciarle il viso con l’acido. Dopo era passato all’azione distruggendole il viso a pugni, tanto che la giovane donna era rimasta ricoverata a lungo in ospedale: i medici l’avevano giudicata guaribile in tre mesi.

La storia è stata rievocata in tribunale durante un’udienza preliminare davanti al gup Giulio Cesare Cipolletta e al pm Giovanni Porpora. Ques’ultimo ha chiesto per l’uomo, il tunisino Jamel Mourad, 43 anni, la condanna a sei anni di carcere; il gup, che aveva accordato il rito abbreviato, gliene ha inflitto cinque per maltrattamenti e lesioni gravi e lo ha rimandato in carcere. L’uomo, clandestino e senza lavoro, era difeso dall’avvocato Brunella Crecchi. La moglie, che ha 26 anni, si è costituita parte civile assistita dall’avvocato Massima Baldocchi.

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