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Pisa

Imu, chi ha la prima casa in città pagherà il minimo

di Giovanni Parlato
Imu, chi ha la prima casa in città pagherà il minimo

Imposta al 4 per mille, mentre i sindaci Filippeschi e Panattoni fanno sapere che non applicheranno l’Imu bis inserita nel decreto fiscale appena approvato

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PISA. L’Imu per la prima casa avrà l’aliquota minima prevista dalla legge: 0,4 per mille.

È questa la buona notizia che il sindaco dà ai pisani anche se non c’è nulla di scritto e definitivo «tuttavia - afferma Marco Filippeschi - questo è l’orientamento dell’amministrazione comunale». E la seconda buona notizia è che quella che è stata definita Imu-bis non sarà applicata perché «anche se teoricamente può essere un’idea valida in quanto si tratta di quella che si chiamava tassa di scopo - fa sapere il primo cittadino - adesso, in questo momento non è affatto un’operazione opportuna. Lo Stato ci impone l’Imu senza una politica di redistribuzione vera verso i Comuni e le città che dovrebbero fare da volano per la ripresa economica del Paese. Non credo che ci siano le condizioni per applicare quest’imposta, non vogliamo dare segnali negativi».

E sull’Imu che l’amministrazione comunale si prepara a varare, quali saranno le linee guida? «Applicheremo criteri di giustiz ia sociale - risponde il sindaco - e per le prime case il nostro orientamento è di applicare l’aliquota più bassa che è dello 0,4 per mille. Inoltre, cercheremo di non colpire l’economia locale e non alzeremo l’addizionale Irpef che resta al minimo».

Marco Filippeschi non vuole applicare l’Imu-bis e guarda ad altre strategie. «Dobbiamo investire su progetti - spiega il sindaco - e cercare finanziamenti esterni come quelli europei. O andare nella direzione di nuove strade come quella delle “città intelligenti” con il progetto delle Smart City».

Anche Paolo Panattoni, sindaco di San Giuliano, è sulla stessa linea di Filippeschi. «Non è mia intenzione fare ricorso all’Imu-bis che non è altro che una versione aggiornata della tassa di scopo con la differenza che prima si poteva utilizzare il 30% per finanziare le opere dei Comuni, mentre adesso si prevede un utilizzo totale dell’Imu-bis. Il mio interesse principale è quello di garantire i servizi», afferma il primo cittadino sangiulianese spiegando anche come «a noi sindaci, lo Stato chiede di fare gli esattori. Per quanto riguarda l’Imu sulla prima casa, il 100% va allo Stato, mentre dalle seconde case in poi il 50% va allo Stato e l’altro 50% al Comune. Ma bisogna anche sapere che ai Comuni, di fatto, non andrà nulla perché quel 50% che va nelle casse, le amministrazioni lo perdono nei trasferimenti dei fondi statali. Infatti, quello che andrà ai Comuni dall’Imu lo gli sarà poi tagliato dallo Stato. Ecco perché il nostro compito è quello di fare gli esattori non per noi, ma per lo Stato».

Un’altra iniquità sull’Imu, che sottolinea Panattoni, riguarda le terze, quarte, quinte case e via scorrendo. L’aliquota Imu sarà uguale alla seconda casa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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