Il Tirreno

Pisa

Via Norvegia, va in fiamme l’ex asilo

di Gianluca Campanella
Via Norvegia, va in fiamme l’ex asilo

La causa sarebbe una stufetta usata dai senza fissa dimora che vi trovano rifugio. Nuovo progetto del Comune per l’edificio

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PISA. Sarebbe stata una stufetta elettrica la causa dell’incendio che nella tarda serata di giovedì ha semidistrutto l’ex asilo Timpanaro di via Norvegia. Lo stabile, da tempo abbandonato, era utilizzato come rifugio da una decina di senza fissa dimora. L’episodio si inserisce in un contesto già in sofferenza: l’intero quartiere è stato preso di mira nei mesi scorsi da alcuni piromani. E, ieri, la gente per strada distingueva fiamme dolose da quelle accidentali, ma pretendeva «attenzione e risposte», che sembrano in arrivo. L’edificio sarà demolito e sostituito con un esempio di edilizia sperimentale sociale (studenti e anziani insieme).

Il fuoco. I residenti di via Norvegia, giovedì, hanno visto le fiamme alte, ma circoscritte e un fumo densissimo. E hanno chiamato i vigili del fuoco: le squadre intervenute hanno lavorato a lungo, tanto che per tutta la notte l’odore di bruciato si è diffuso per gran parte della città nordorientale nonostante la pioggia intensa. Ma all’arrivo dei pompieri non c’era nessuno all’interno dell’ex asilo e non si registrano intossicati da fumo al pronto soccorso. Ieri mattina non una foglia aveva preso fuoco di quelle fuori dall’edificio: e questa è la prova dell’origine “domestica” dell’incendio. I residenti non escludono che «qualcuno possa aver incendiato l’asilo perché non sopporta il degrado portato da quelli che sono dentro», ma lo ritengono improbabile: per entrare, bisogna scavalcare un cancello e percorrere qualche metro. «Nessuno aveva il coraggio di avvicinarsi – raccontano dei giovani che fanno parte del comitato di quartiere – e persino i poliziotti entravano con i manganelli in mano durante i frequenti sgomberi».

I commenti. Gli abitanti di via Norvegia da tempo hanno chiesto all’amministrazione di «buttare giù quell’edificio pieno di eternit e di costruire un centro sociale: gli anziani non sanno dove ritrovarsi ed i bambini sono costretti a giocare per strada». Ci sono stati anche diversi incontri tra il comitato e il sindaco Marco Filippeschi o l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli. Ma finora le riunioni non hanno portato a una svolta. Il problema principale è la mancanza di fondi. Così, da un lato l’amministrazione punta ad aggiudicarsi un bando della Regione Toscana; dall’altro il portavoce del comitato, Luigi Attanasio, vive l’attesa come un «ricatto: non ci possono dire che faranno la strada che ci collega con via Bargagna solo se arrivano i soldi per costruire altre case al posto dell’ex asilo».

Il progetto. Serfogli ieri ha dato disposizione di effettuare una bonifica immediata. Questo è il primo atto, che anticipa la completa demolizione dell’ex asilo. Ma cosa ci sarà dopo? Se Pisa si assicurasse il bando di edilizia sperimentale sociale finanziato da Firenze, sorgerà un edificio destinato alla coabitazione di anziani e studenti «in una relazione di solidarietà intergenerazionale», come si legge in un comunicato del Comune. L’intero primo piano sarà a disposizione anche dei cittadini della zona e per i servizi di tutta l’area intorno a via Norvegia: l’amministrazione deciderà le modalità dell’uso con il Ctp, il consiglio territoriale di partecipazione, e col coinvolgimento dei cittadini residenti.

I dubbi. Eppure, dopo tanta attesa, c’è chi non si fida: «Il disinteresse crea delinquenza», accusa la signora Sandra Mornelli. Si riferisce ai tanti stranieri che orbitavano attorno all’asilo e al picco di episodi di microcriminalità registrati. «L’integrazione la stiamo facendo noi», conclude, lamentando l’assenza dei servizi sociali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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