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Nei primi tre mesi del 2012 Pisa ha perso 227 imprese

Nei primi tre mesi del 2012 Pisa ha perso 227 imprese

PISA. Nel primo trimestre del 2012 Pisa ha perso 227 imprese. È questo infatti il saldo (negativo) tra le imprese aperte e chiuse, pari a una perdita percentuale dello 0,52%, più del doppio alla...

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PISA. Nel primo trimestre del 2012 Pisa ha perso 227 imprese. È questo infatti il saldo (negativo) tra le imprese aperte e chiuse, pari a una perdita percentuale dello 0,52%, più del doppio alla percentuale di perdita del 2011. Percentuali ancora peggiori per le imprese artigiane provinciali, il cui saldo negativo è di -150 imprese pari all’1,34%.

È un ulteriore segnale della drammatica situazione economica, confermata dai dati diffusi dal Centro studi di Confcommercio, frutto di una indagine in collaborazione con il Censis. Dati che colpiscono per il livello di negatività raggiunta. In pratica, si prevede una vera e propria ecatombe dei consumi, che nel 2012 caleranno del 2,7%, facendo registrare una delle peggiori performance dal dopoguerra ad oggi mentre la pressione fiscale per i contribuenti in regola ha raggiunto il 55% e negli anni 2011-2014 gli aumenti dell'Iva bruceranno 38 miliardi di euro di consumi.

Entrando nel dettaglio, il 74,5% delle famiglie ha dichiarato di avere incrementato le spese per carburanti e un ulteriore 70% lamenta maggiori spese per le utenze domestiche. E' sempre più diffusa la sensazione di un incremento dei prezzi delle spese obbligate, che spinge in alto la spesa delle famiglie, riducendo in realtà il reddito disponibile.

Solo un misero 9,8% delle famiglie è riuscito a risparmiare nel corso degli ultimi sei mesi, una parte delle entrate familiari; era il 28% a metà del 2011. Si diffonde sempre di più la sensazione di spendere tutto o quasi tutto ciò che si guadagna: è di questa opinione quasi l'80% delle famiglie contattate ed era il 53% a metà del 2011 L'87% delle famiglie ha riorganizzato le spese alimentari optando sempre più per le offerte speciali e per prodotti meno costosi, il 78% riduce pranzi e cene fuori casa, il 63% ha ridotto gli spostamenti in auto o scooter per cercare di risparmiare sulla benzina, il 40% ha rinunciato alle spese per abbigliamento e calzature. In questo contesto, le previsioni di spesa delle famiglie sono ridotte al minimo: non più del 3% degli intervistati prevede di effettuare a breve l'acquisto di un elettrodomestico, o l'acquisto di nuovi mobili per la casa, mentre la percentuale sale al 5% per interventi di ristrutturazione dell'abitazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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