Il dolore
I gruppi contro le aperture del 25 aprile e del 1º maggio
PISA. No alle aperture dei negozi il 25 aprile e l’1 maggio. Un atto contro la liberalizzazione. E’ quello del consiglio comunale, che ha approvato con una larga maggioranza una mozione, presentata...
PISA. No alle aperture dei negozi il 25 aprile e l’1 maggio. Un atto contro la liberalizzazione. E’ quello del consiglio comunale, che ha approvato con una larga maggioranza una mozione, presentata da Rifondazione comunista, che chiede l’abrogazione della norma che consente l’apertura dei negozi nelle festività del 25 aprile e 1 maggio.
«Questa mozione - ha detto dopo il voto il capogruppo del Prc, Maurizio Bini - ha un valore simbolico e politico per i valori che il 25 aprile e il Primo maggio rappresentano per tutta la vita democratica del Paese. Resistenza e diritti dei lavoratori non possono essere barattati all'ideologia del consumismo. Qui a Pisa perfino alcuni consiglieri comunali del Pdl hanno votato a favore di questa mozione».
Nel testo della stessa, dopo avere preso atto che il Comune con una propria ordinanza aveva tentato di mettere un freno alla liberalizzazione, superata poi dalla sospensiva del Tar in base ai ricorsi presentati delle catene commerciali, si chiede al governo di abrogare le disposizioni adottate con il decreto Salva Italia e al sindaco «di definire un modello sostenibile del commercio per un territorio più vivibile, all’insegna della cultura e non solo dei consumi».
Il testo della mozione, prima di essere posto in votazione, è stato emendato dal capogruppo del Pd Ranieri Del Torto e dal consigliere Riccardo Buscemi del Pdl. Va inoltre ricordato che sull’argomento pesa la decisione del tribunale di considerare le ordinanze emesse dai Comuni dell’Area Pisana inefficaci data la legge nazionale sulle liberalizzazioni, questione sulla quale è stato presentato ricorso da parte dei Comuni interessati.
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