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Una battuta che durerà per parecchi giorni

Una battuta che durerà per parecchi giorni

PISA. Non durerà un solo giorno la battuta in programma a caccia di una traccia che possa far luce sulla scomparsa di Roberta Ragusa, l’imprenditrice svanita nel nulla dalla sua casa di Gello di San...

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PISA. Non durerà un solo giorno la battuta in programma a caccia di una traccia che possa far luce sulla scomparsa di Roberta Ragusa, l’imprenditrice svanita nel nulla dalla sua casa di Gello di San Giuliano nella notte del 13 gennaio. Si tratterà di una iniziativa che, nei progetti delle forze dell’ordine e della procura, durerà più giorni e richiederà un vasto spiegamento di forze. È inoltre improbabile che possa essere presa in considerazione la collaborazione di volontari che si mettano a disposizione per le ricerche. E quasi sicuramente si tratterà di una iniziativa che andrà avanti in giorni feriali e non festivi, proprio per evitare la contaminazione dei luoghi da parte di estranei e curiosi, previsti a frotte data la vasta attenzione che ha suscitato questa scomparsa. Al lavoro per questa operazione ci saranno forze altamente specializzate in vari campi, speleologi, unità cinofile, protezione civile. Un allestimento studiato nei minimi particolari e che richiede un discreto lavoro organizzativo che si concretizzerà dopo il 25 aprile.

A breve inoltre vedrà ascoltato anche il fratello di Antonio Logli, Giovanni, odontotecnico, che vive al piano terra della villetta da cui è scomparsa Roberta quella maledetta sera, dove si trova anche l’ambulatorio. Il professionista e la sua famiglia in effetti sarebbero spesso fuori ed anche nella notte in cui scomparve la cognata, non c’erano e rientrarono la domenica sera, in pieno dramma. Potrà riferire quindi non tanto su quello che accadde nelle ore che racchiudono il mistero della sparizione dell’imprenditrice - si parla dell’arco che va dalla mezzanotte di venerdì alle sette meno un quarto del mattino del sabato - ma dei rapporti della coppia e delle dinamiche familiari che certamente dovevano essere note a tutti, suoceri e cognati compresi.

Nel mirino della procura, infine, anche il periodo di aspettativa preso da Logli, fin dal lunedì successivo alla scomparsa, mentre la sua amante, Sara Calzolaio, andava spontaneamente in procura a raccontare la verità che le pesava sul cuore e cioè la sua storia con Antonio, prima ancora che le venisse chiesto, portando anche lui così a dover rivelare i segreti che voleva nascondere, come ha detto, «per tutelare la famiglia». In quelle ore lui sarebbe andato alla Geste, la partecipata del Comune per cui lavora come elettricista, a chiedere tre mesi di aspettativa rinnovati di altri tre in questi giorni. Una richiesta che è apparsa sospetta se davvero era convinta che Roberta fosse andata via da sè, per un malore o per il tradimento.

(c.v.)

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