Il Tirreno

Pisa

Stop alle polemiche strumentali contro i balneari

I canoni demaniali degli stabilimenti balneari sono fissati per legge e vengono ritoccati annualmente sulla base degli indici Istat e di conseguenza costantemente aggiornati. I sindacati di categoria...

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I canoni demaniali degli stabilimenti balneari sono fissati per legge e vengono ritoccati annualmente sulla base degli indici Istat e di conseguenza costantemente aggiornati. I sindacati di categoria si erano già da alcuni anni fatti promotori di una richiesta di adeguamento dei canoni del demanio marittimo, richiesta che aveva trovato sbocco in un protocollo di intesa siglato dalle associazioni di categoria con l’allora neo insediato ministro del turismo Brambilla; protocollo che prevedeva un più che consistente aumento dei suddetti canoni.

La categoria è la prima che paga l’esposizione mediatica dovuta all’irrisorietà dei canoni demaniali, ma chi conosce meglio la materia evita polemiche strumentali, ben sapendo il fatto che il settore balneare sconta il 21% di Iva sui fatturati (da settembre il 23%), misura che non ha eguali in Europa nel settore del turismo; in tutti gli altri Paesi, infatti, la misura di questa imposta mediamente tocca il 10% (in Spagna addirittura il 4 % in alcuni periodi dell’anno).

Ben diverso è il discorso per quanto riguarda i canoni di locazione comunale, canoni che furono determinati a suo tempo (oltre 15 anni fa) a seguito di una transazione con il Comune di Pisa al fine di chiudere una lunghissima vertenza (che con ogni probabilità avrebbe visto prevalere le ragioni dei balneari), vertenza relativa alla commisurazione dell’allora Tarsu, transazione che fu chiusa con un notevolissimo esborso di danaro da parte degli stabilimenti balneari a favore del Comune in cambio di un più lungo periodo di godimento dell’area ad un canone già allora ritoccato e poi diventato con l’avvento dell’euro (e con le riqualificazioni avvenute a spese dei concessionari) probabilmente oggi ad una lettura superficiale poco congruo. Queste, che piaccia o no, sono le motivazioni che portano i concessionari degli stabilimenti balneari a pagare quello che la legge o i contratti a suo tempo stipulati regolarmente prevedono.

Ben altri e più gravi sono i problemi che i titolari si trovano ad affrontare in questo periodo. Si invitano quindi tutte le forze politiche ad un uso non strumentale delle polemiche e a cercare i risolvere i problemi che ci sono e non a crearne di nuovi solo per motivi legati alla superficialità della conoscenza delle questioni.

Marco Sbrana

direttore Confesercenti Toscana Nord

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