Sicurezza
Poste, 180 esuberi con il piano di ristrutturazione
Oggi dalle 11 alle 20 presidio dei lavoratori in via Emilia Il sindacato Slc Cgil: il servizio rischia lo smantellamento
PISA. Lavoratori postali sul piede di guerra. Oggi dalle 11 alle 20 i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Failp, insieme ai lavoratori del Centro di smistamento delle Poste di via Emilia, terranno un presidio contro il piano aziendale che prevede lo smantellamento dell'impianto.
«Quanto annunciato da Poste Italiane, se messo in atto - dice Mario Frongia, del Sindacato lavoratori della comunicazione della Cgil - avrebbe ricadute pesantissime e produrrebbe circa 180 esuberi solo sulla nostra provincia: 130 (su un totale di 245) nel solo Cmp (centro postale meccanizzato) e circa 50 (su un totale di 244) che deriverebbero dalla riduzione delle zone di recapito».
Secondo le organizzazioni dei lavoratori, «il piano aziendale è improponibile».
Ed ecco i motivi: «Il Cmp di Pisa, entrato in funzione nell’aprile 2010, con investimenti di svariati milioni di euro, è stato fino ad oggi ritenuto uno degli impianti più moderni ed efficienti in Italia. Inoltre sarebbe impossibile ricollocare i lavoratori in esubero all'interno della provincia e forse anche della regione. Le lavorazioni verrebbero spostate su Firenze con esponenziale aumento delle distanze da percorre con tutto quello che ne deriva. Ci sarebbe un deterioramento della qualità dei servizi in quanto il Centro postale meccanizzato di Firenze non è assolutamente in grado di assorbire tutte le lavorazioni di Pisa previste e intravediamo il rischio che vengano ulteriormente spostate verso Bologna. Il taglio di 50 zone di recapito (che si va ad aggiungere alle 25 del 2009) equivarrebbe ad uno smantellamento di fatto del servizio».
«Questo - denuncia ancora il sindacato Slc Cgil - è quello che vorrebbe fare un'azienda di totale proprietà del ministero del Tesoro che anche quest'anno vanta utili di bilancio superiori agli 800 milioni di euro. Per questi motivi chiediamo che istituzioni, mass media, partiti politici e associazioni facciano tutto quanto rientra nelle loro possibilità e competenze per bloccare un piano che avrebbe conseguenze devastanti non solo per i 180 lavoratori in esubero, ma anche per tutto il territorio della provincia di Pisa».
A livello nazionale l’ultimo incontro con Poste Italiane c’è stato nei giorni scorsi all’Unione degli industriali di Roma. Il Sindacato dei lavoratori della conoscenza «ha respinto con forza la proposta aziendale, anche perché viene fuori a distanza di 15 mesi dal già pesante e sofferto accordo di riorganizzazione siglato il 27 luglio 2010 che, come è noto, ha già profondamente gravato sulla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori e ha prodotto esuberi ben superiori a quanto stabilito. Lo stesso accordo, oltre a essere ancora in vigore, non è stato ancora verificato a sufficienza, motivo per cui - conclude il sindacato Slc Cgil - non riteniamo ipotizzabile alcun ulteriore intervento che non preveda la soluzione dei problemi pregressi»
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