Attenzione
Pisa è di casa sugli schermi del cinema
Da Pasolini ai Taviani, da Totò alla scena di “Amici miei” sotto la Torre, fino a “Superman III”
PISA. Di film girati sotto la Torre o che hanno visto per protagonista Pisa, ve ne sono almeno un centinaio e più avanti cercherò di evocare quelli più rappresentativi o curiosi. Ma ce n'è uno che mi è rimasto impresso più di ogni altro, per la presenza di due grandi personaggi, Maria Callas e Pier Paolo Pasolini _ uno in scena, l'altro in regia _ e perché in qualche modo sono stato anch'io protagonista. Seguendo da studente le lezioni di Storia del cinema all'Università, il professor Raffaele Monti mi fece partecipare alle riprese nel 1969 di "Medea". Pasolini, nel film, per rappresentare i due mondi, il sacro e la razionalità, e cioè il mondo di Medea e di Giasone accostò, o meglio giustappose nella scena due architetture: la cittadella di Aleppo e la piazza dei Miracoli.
Nella sequenza del film Corinto appare come una cittadella circondata dall'esterno da mura spesse e inaccessibili come quella della cittadella di Aleppo e munita di una piazza interna come quella del duomo di Pisa, con il prato verde e con gli edifici marmorei disposti secondo una geometrica armonia. Ricordo ancora la bellezza dei colori contrastanti: color terra chiara fuori, verde per il prato e bianco per il marmo dentro. Medea abita fuori dalle mura, in una casa che appare immediatamente alla base della scarpata della cittadella, mentre il re di Corinto abita all'interno, in quello che nella realtà è il battistero di Pisa. Rivedo poi la Callas seduta all'allora bar Pieri, in via Santa Maria, durante una pausa del film. Era triste, aveva subito molte delusioni e soffriva di depressioni ricorrenti. Cercai di scambiarci qualche battuta. Ma Laurent Terzieff che nel film fa la parte del Centauro, mi consigliò di lasciar perdere.
Tralasciando i tanti film girati nella Città del cinema, ovvero la Pisorno, fra gli anni Trenta e Cinquanta _ Tirrenia è stata la grande succursale di Cinecittà _ Pisa ha ispirato cineasti di tutto il mondo, dalla commedia all'italiana al classico cinema d'autore europeo, passando per la grande Cina, i Paesi scandinavi e gli Stati Uniti.
Chi non ricorda "Totò al Giro d'Italia" (1948), dove il protagonista dopo aver fatto il bagno a Viareggio domina ancora a Pisa e sale sulla Torre pendente in bicicletta. Di pellicole di questo genere se ne potrebbero elencare a occhio e croce un'altra decina (cito "La ragazza del Palio", "Susanna tutta panna" e "Esterina" di Lizzani). Fino all'arrivo nel 1964 della "Rolls Royce tutta gialla", con il giovane, allora, Alain Delon, una splendida Shirley MacLaine,una intrigante Jeanne Moreau e un gagliardo Rex Harrison.
Qui, come ricorda Alessio Carli nel suo libro "Cinedipendente", ci sono sei minuti in cui la Torre Pendente appare sempre.
Come non ricordare "Padre Padrone" dei fratelli Taviani del 1977, dove Gavino va a sedersi su uno degli anelli della Torre e, sempre dei due registi pisani, "Good morning Babilonia" dell'87. Ma c'è anche un "Superman III", film fantastico del 1983, nel quale un cattivo Superman arriva a Pisa sorvolando sui lungarni e poi raddrizza la Torre. Un altro ricordo a me caro, dopo "Medea", è "Figlio mio, infinitamente caro" del 1985 di Valentino Orsini, con Ben Gazzara, Mariangela Melato e Valeria Golino. Un film in cui Pisa fa da grande protagonista, dall'inizio alla fine, con scorci anche molto suggestivi. Non si può tralasciare "Amici miei atto II" (1982) di Mario Monicelli, con il camioncino del "Servizio Torri" dei quattro mitici amici burloni vestiti da operai sotto il Campanile. Ve ne sarebbero almeno un'altra cinquantina di film da snocciolare girati a Pisa. Sicuramente il mio grande amico "pisantropo" Giampaolo Testi mi tirerà le orecchie per qualche omissione.
Marco Barabotti
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