La manifestazione
I ladri dopo l’arresto: non è finita, torneremo
Lo hanno detto al proprietario, Gianfranco Grassini, presidente del Pisa S.C. dopo che i vigili li avevano bloccati mentre rubavano le gronde di rame dal tetto
SAN GIULIANO. Due rom sono saliti sul tetto appena ristrutturato ed hanno cominciato a strappare le gronde di rame di una casa colonica ad Agnano. L’immobile è di proprietà di Gianfranco Grassini, presidente onorario del Pisa Sporting Club e proprietario del Mercatino Ascianese. I due nomadi, di origine rumena, sono stati arrestati dalla polizia municipale di San Giuliano che li ha sorpresi in flagranza di reato. E Grassini quando è passato accanto all’auto dei vigili urbani dove si trovavano i due malviventi ha detto loro, più o meno, che erano stati fortunati ad essere stati sorpresi dai vigili. «E alle mie parole - prosegue il racconto Grassini - uno dei due ha replicato che tanto fra quindici giorni sarebbe uscito dal carcere e sarebbe tornato per finire l’opera. Questa è la società che abbiamo e in cui viviamo con gente che non ha nessun timore neanche poco dopo essere stata arrestata».
Ma Grassini è amareggiato anche perché «altro che quindici giorni, il giorno dopo i ladri erano già liberi. Neanche in flagranza di reato sono rimasti in carcere». Il fatto è accaduto la settimana scorsa. Erano state notate due persone sul tetto e Grassini era stato avvisato. «Sul posto era andato subito mio figlio - continua Grassini - e i due malviventi sono scappati. Quando sono arrivato, ho notato un furgone parcheggiato a trecento metri. Successivamente, mi ero recato alla ferramenta per comprare una catena con cui chiudere il cancello e quando sono tornato i due malviventi erano tornati sul tetto. A quel punto è intervenuta la polizia municipale del distaccamento di Mezzana che ha bloccato i ladri. Avevo appena ristrutturato il tetto e fatto installare settanta metri di gronda in rame. Ho subito un danno di 60mila euro».
Ma quello che più non va giù a Grassini è l’arroganza dei malviventi che, per nulla intimoriti dalle manette ai polsi, gli dicono che appena liberi sarebbero tornati «per finire l’opera». In questi ultimi tempi, registriamo episodi per cui chi collabora con le forze dell’ordine si trova poi i denunciati che suonano al campanello di casa. Come è avvenuto per quel testimone che, a Pisa, ha visto un furto in strada e ha chiamato i carabinieri. O ad una delle vittime, a Pisa, dei tre rapinatori che si è trovato i parenti davanti casa.
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