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Pisa

Sepi, troppi lavoratori precari e part-time

Il contratto collettivo di lavoro adottato dalla Società Entrate Pisa (Sepi) è lo stesso contratto utilizzato da Equitalia, società nazionale di riscossione delle entrate. È un contratto di natura...

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Il contratto collettivo di lavoro adottato dalla Società Entrate Pisa (Sepi) è lo stesso contratto utilizzato da Equitalia, società nazionale di riscossione delle entrate. È un contratto di natura privata sostanzialmente diverso dal contratto collettivo Autonomie Locali in uso nei Comuni.

L'applicazione di questo contratto conviene ai vertici aziendali. Soltanto in apparenza il contratto collettivo nazionale Equitalia può essere più vantaggioso di quello delle autonomie locali per una cifra che, a seconda dei livello, oscilla tra circa 100 e 150 euro lordi mensili. Infatti,va considerato che a Sepi si lavora 37,30 ore settimanali e non 36, in Sepi i rientri pomeridiani sono 5 e non 2 con una organizzazione del lavoro che ha eliminato le pause, i tempi morti e ha accresciuto i carichi di lavoro e le responsabilità individuali.

Ma in Sepi è ormai di ordinaria amministrazione il sottoinquadramento tra livello posseduto e reali mansioni svolte e sistematico è il ricorso al precariato. Alla complessità delle operazioni in Sepi non corrisponde un equo inquadramento del personale. Tanto per dirne una i livelli più bassi, i cosiddetti attacchini ex Gestor dovrebbero essere inquadrati come operai specializzati (2 area 2 livello retributivo).

Il contratto dei tributi prevederebbe una percentuale massima di part-time pari al 20%, ma ci risulta che il numero dei part-time sia più alto. Ancora oggi Sepi deve riportare tutti i contratti alla durata contrattuale di 37,30 settimanali, eccezion fatta per quelle lavoratrici e lavoratori che vogliano fare richiesta di part-time, una richiesta libera e non condizionata dall’azienda.

Ecco qualche dato. Totale dipendenti: 76 di cui a tempo indeterminato 55 (73%), a tempo determinato 21 (27%). Dei 76 dipendenti full-time n. 20, part-time n. 35; (32% full-time; 68% part-time).

Ancora una volta si conferma quanto da noi denunciato in questi anni, ossia che nelle aziende controllate dal Comune non esiste alcun trattamento equo per il personale tra appalti, subappalti e condizioni di lavoroontrattuali svantaggiose. È emblematico che ciò possa avvenire all'ombra di un Comune che fa della legalità il suo vanto, una legalità che stride con le condizioni di lavoro negli appalti, con il ricorso al part-time e al tempo determinato come contratti di riferimento nelle aziende partecipate.

È tempo che il sindaco Marco Filippeschi assuma impegni sulle tematiche del lavoro, impegni a cui si è sempre sottratto in questi anni

Cobas

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