Il dolore
Leopolda, il Comune non teme l’esposto
L’assessore: «Siamo del tutto tranquilli e soddisfatti che abbia partecipato al bando un cartello di associazioni così ampio»
PISA. «L’esposto di due partiti dell’opposizione alla Corte dei Conti? Siamo assolutamente tranquilli, pensiamo che tutto l’iter sia corretto e coerente con leggi e regolamenti». Replica così l’assessore comunale alle politiche sociali, Maria Paola Ciccone, all’annuncio di Sel e Rc, nell’ambito della complessa vicenda Stazione Leopolda, di una doppia segnalazione alla Corte sul regolamento comunale e le «partito di giro tra amministrazione ed assegnatari».
Al bando per ottenere la struttura in gestione ha partecipato un solo cartello di associazioni, quello uscente, la “Casa della Città Leopolda”. Un gruppo di 64 soggetti, che però - per contrasti proprio sui contenuti del bando - ha perso 5 associazioni (Legambiente, Casa della Donna, Uaar, Arci ragazzi e Gulp).
L’amministrazione però, come sottolinea l’assessore Ciccone, «valuta positivamente che almeno un cartello, assai consistente e rappresentativo, si sia presentato. E’ un segno della vitalità dell’associazionismo e della volontà di continuare e migliorare un’esperienza di gestione affidata proprio alle associazioni e regolamentata a fini d’interesse pubblico, senza che lo spazio sia sede esclusiva di qualche soggetto».
Sulla questione delle associazioni che hanno lasciato, Ciccone sottolinea che «uno dei cardini del bando era la caratteristica di apertura a nuove sigle». L’auspicio, aggiunge, è che «via via anche altre associazioni, comprese le cinque, aderiscano allargando sempre più l’aggregazione». Riguardo agli aspetti economici - canone mensile di 8.409 euro e contributo (per il 2012) di 55mila per il vincitore - l’assessore commenta: «Ribadiamo come il contributo sia esclusivamente legato alle attività che in quella struttura si svolgono da parte di un numero così grande di associazioni e di altre che fruiranno comunque della Leopolda. Attività che, con questo contributo, possono essere realizzate in modi adeguati e con minori oneri per le associazioni».
Su questo è intervenuta in una nota anche la “Casa della Città Leopolda”: «La durata della concessione fissata in sette anni consentirà, indipendentemente dal soggetto che risulterà vincitore, una programmazione a lungo termine sviluppando le potenzialità inespresse. La “Casa della Città Leopolda”, nel caso si aggiudicasse il bando, si assumerà il compito di reperire le risorse necessarie per la copertura dei costi di gestione senza pesare sulle singole associazioni». Trovare modalità «per coinvolgere soggetti esterni all’amministrazione comunale, superando sempre meglio le difficoltà dovute ai tanti vincoli dati da leggi e regolamenti», è l’obiettivo dell’assessore Ciccone. «Per questo il Comune è stato e sarà aperto ad ogni confronto».
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