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Pisa

Dai pinoli alle pallette coi funghi Ecco la galassia delle abbuffate

PISA. Il confine che separa una sagra tradizionale da una iniziativa meramente commerciale, sta tutto nella finalità per cui l'iniziativa nasce e di conseguenza dal tipo di organizzazione. Per sagre...

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PISA. Il confine che separa una sagra tradizionale da una iniziativa meramente commerciale, sta tutto nella finalità per cui l'iniziativa nasce e di conseguenza dal tipo di organizzazione. Per sagre tradizionali si intendono le feste di partito, quelle organizzate dai gruppi sportivi per il finanziamento della propria attività, quelle delle associazioni di volontariato con le stesse motivazioni.

Nel nostro territorio le sagre storiche sono ad esempio quella della "pallette con i funghi porcini" organizzata da oltre trent'anni dal gruppo sportivo Madonna dell'Acqua; o ancora la sagra del pinolo di San Piero a Grado che vede tutto il paese (dal circolo Acli, alla magistratura del Gioco del ponte dei Dragoni, fino alla parrocchia) impegnato nella preparazione e nella gestione anche in questo caso da oltre trent'anni.

E poi le feste del Pd che hanno il loro clou in quella provinciale in programma a settembre ad Ospedaletto. Iniziative che ogni anno catturano migliaia di persone con un successo che attira anche appetiti criminali. È il caso proprio della sagra del pinolo di San Piero quando nel 2009 venne derubato l'incasso di due serate (circa 40mila euro) ad opera di un ladro che penetrò nella canonica dove i soldi erano custoditi. Se su queste sagre i ristoratori con le loro associazioni di categoria tengono comunque un atteggiamento soft, la musica cambia quando l'iniziativa viene vista come concorrenza sleale. Il caso clamoroso, in questo senso, avvenne nel 2009 a Marina di Pisa. Protagonista Massimo Giaconi, presidente dell'associazione Palmerino Country Sound (associazione per la valorizzazione dei borghi storici) che ottenne dall’amministrazione comunale il permesso per una sagra del pesce in piazza Viviani. Immediata la reazione di Confcommercio e Confesercenti che, alleate in questa battaglia, chiesero all'amministrazione comunale di ritirare l'autorizzazione visto che si trattava di una iniziativa di somministrazione di alimenti e bevande su aree pubbliche per la quale la legge regionale imponeva una approvazione dopo una concertazione con le associazioni di categoria (che non c'era stata). Alla fine la sagra si svolse regolarmente, ma l'organizzatore alla fine rimediò seimila euro di multa da parte degli ispettori dalla Asl che, dopo un controllo nelle cucine, individuarono alcune irregolarità sia burocratiche che strutturali. L’anno successivo fu la Palp (la Pubblica assistenza del litorale pisano) a organizzare la sagra del pesce sempre in piazza Viviani, mentre Giaconi la organizzò l’anno scorso ad agosto per tre giorni al Palacongressi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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