Sicurezza
Caro sindaco quei lavori ci danneggiano
Scrivo questa lettera aperta al sindaco Marco Filippeschi, parlando a nome dei commercianti del Lungarno Mediceo, in particolar modo di quei commercianti che hanno la propria attività nel tratto tra...
Scrivo questa lettera aperta al sindaco Marco Filippeschi, parlando a nome dei commercianti del Lungarno Mediceo, in particolar modo di quei commercianti che hanno la propria attività nel tratto tra piazza Garibaldi e piazza della Berlina e che adesso si trovano a non poter più lavorare. Come promesso dall’amministrazione comunale di palazzo Gambacorti, il 13 marzo sono iniziati i lavori per il rifacimento delle carreggiate (specialmente quella utilizzata dagli autobus gravemente danneggiata) e l'ampliamento del marciapiede lato attività commerciali che ci consentirà tra l'altro di incrementare il nostro commercio, e di questo siamo infinitamente grati al sindaco.
Ma da qui iniziano i problemi. L'azienda che si occupa di questa riqualificazione ha lavorato per la carreggiata dei bus più di un mese a ritmo lentissimo (iniziando a lavorare alle 9 e finendo alle 12 per iniziare di nuovo alle 15 e finire alle 17, ovviamente quando non pioveva; poi sabato e domenica nemmeno a parlarne), facendoci quindi un danno poiché gli autobus e le auto transitavano obbligatoriamente davanti agli ingressi delle attività.
Il lavoro, che a nostro avviso sarebbe stato possibile finire in due settimane, è terminato in più di un mese (basti vedere l'esempio di via Bianchi, dove i lavori sono finiti in un tempo record, grazie a un’ottima squadra di operai sempre al lavoro, mentre qua davanti a stento si vedevano tre persone al lavoro insieme). Contenti per il termine del lato opposto alle attività, pensavamo (come dall’amministrazione comunale era stato promesso) che i disagi, una volta poste le recinzioni di fronte alle attività, sarebbero stati pochi e i lavori avrebbero proceduto a ritmo serrato.
Invece, lunedì 16 aprile, hanno posto le recinzioni a 35 cm dall'ingresso delle nostre attività e iniziato i lavori del gas (altra ditta appaltatrice) che vengono prima dei lavori per la carreggiata delle auto e prima dei lavori per il marciapiedi, occupando anche qui due persone che lavorano con orario ridotto e, se piove, sospendono tutto. Immaginando che sabato e domenica non lavoreranno sicuramente, le chiediamo, signor sindaco: sa qual è il danno economico che ci state arrecando? Da questo marciapiede non passa più nessuno di giorno, mentre la sera le persone non vengono a bere poiché in questo vicolo che si è creato nessuno vuole stare. E pensare che in questi giorni inizieranno le belle serate. Si immagina, signor sindaco, quanti soldi perderemo?
Io, per esempio, ho una piccolissima attività aperta da poco e rischio di non reggere il colpo se questa situazione si protrarrà, come credo, per oltre un mese (previsione ottimistica ovviamente, visto il procedere dei lavori).
Con questa mia lettera non voglio affermare che i lavori non sono da fare, anzi saranno fonte di guadagno.
Però l’amministrazione comunale ci deve qualche risposta e qualche rassicurazione.
Soprattutto dovrebbe vigilare sulle ditte appaltatrici perché accellerino i lavori.
Ci risponda, signor sindaco, ci dica cosa dobbiamo fare perché così non possiamo continuare. Le spese corrono e i clienti sono sempre meno. Non penso che il Comune ci garantisca alcun rimborso per tutto ciò.
Concludendo questa lettera, la invito ufficialmente, signor sindaco, nel mio locale (Mentelocale cafè Lungarno Mediceo 59) e sarò lieto di offrirle un caffè per farle vedere di persona la situazione in cui ci troviamo.
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