Finanza
«Bella l’iniziativa, ma c’è troppo caos»
Elogi e critiche al salone dell’orientamento da parte degli studenti che devono scegliere la facoltà
PISA. Attraverso i vari stand del “Tuo Day”, gli studenti delle scuole superiori di tutta la regione hanno provato ad orientarsi nel mondo dell’Università cercando di capire le offerte formative degli atenei toscani. Molti stand, soprattutto delle facoltà storiche: Giurisprudenza, Medicina, Lingue; ma anche nuovi percorsi professionalizzanti come il Campus del Turismo di Lucca, nato dalla collaborazione tra le Università di Pavia, Pisa e della Svizzera Italiana di Lugano.
L’intento è non solo quello di esporre agli studenti le possibilità di scelta nel percorso di studi, ma anche cercare di far maturare una scelta consapevole, attraverso incontri e dibattiti.
Alcune testimonianze arrivano dai rappresentanti di Quipu, un progetto imprenditoriale nato dall’esperienza di un gruppo di ricercatori del Cnr e dell’Università di Pisa e che offre prodotti per la diagnostica delle malattie cardiovascolari.
«L’Università ci ha aiutato ad essere imprenditori - dice Francesca Bianchini, ricercatrice del progetto – Voglio far capire che l’Università può aiutare ad entrare nel mondo del lavoro».
Alcuni workshop riportano anche le testimonianze di ex studenti che raccontano il loro percorso universitario e lavorativo. Sono stati presentati i nuovi dipartimenti e per ciascuno un testimonial ha raccontato il proprio inserimento nel mondo del lavoro: studiare in un determinato campo non implica, per forza, un solo sbocco professionale.
Alcuni studenti come Noemi Antonucci, studentessa lucchese di 18 anni, hanno scelto proprio grazie al Tuo Day: «Sto studiando al liceo delle Scienze Sociali a Lucca e ho deciso che mi iscriverò a Infermieristica, è un continuo naturale di ciò che sto già studiando. È stato interessante vedere tutta l'offerta delle università».
«Ho deciso di buttarmi sul turismo – dice Gianluca Rossi, maturando del liceo classico a Pontedera – Andrò al Campus che l’Università di Pisa ha organizzato a Lucca: credo che sia il mestiere giusto per chi vive in Toscana».
Giacomo Gherardi, 19 anni, sta studiando all’istituto per Geometri a Livorno: «Ancora non ho le idee chiare, non so cosa voglio fare dopo. Credo che punterò su Agraria. Vedrò dopo la maturità. Ancora ho un po’ di tempo».
Non tutti, tuttavia, hanno apprezzato l’organizzazione: «Sono interessato ad un corso triennale che riguarda la sicurezza e l’igiene, un corso della facoltà di Medicina, ma informarsi è molto, troppo, caotico – dice Jacopo , 19 anni, di Livorno – In alcuni stand, poi, ci sono due persone in altre cinque o sei. Si creano delle file pazzesche: io ho aspettato più di mezz’ora per poter parlare con i rappresentanti di Medicina».
Alcuni studenti, già sicuri delle loro scelte future, si siedono all’esterno della stazione: «Venire qua non è stato particolarmente utile – dice Sara Castellani, di Pontedera, anche lei studentessa al Liceo Classico - al massimo ho consolidato delle certezze che già avevo. Io già avevo scelto di iscrivermi a Lettere. Non credo che attraverso degli orientamenti del genere una persona riesca a farsi un’idea del proprio futuro, non si trova certamente la vocazione in uno stand».
Francesca, una delle rappresentanti dell’Università di Siena, è venuta con un intento: «Voglio motivare questi ragazzi a fare la scelta giusta. Spero che gli studenti non siano venuti qua con l’idea di perdere un giorno di lezione perché, in realtà, per loro è un giorno importantissimo: devono scegliere cosa fare del loro futuro».
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