Settis, nuovo appello contro il cemento «Si mangia l’Italia»
In tanti all’incontro in Sapienza con l’ex direttore della Normale intervistato dal giornalista Stella
PISA. Un atto d’amore verso le ricchezze artistiche del nostro Paese, un inno alla “cultura del bello” e tanta ironia. Salvatore Settis e Gian Antonio Stella, lunedì sera in Sapienza, usano tutti questi ingredienti.
Ma il messaggio non cambia: «Il cemento si sta mangiando la Penisola e la colpa è anche della politica». L’ex direttore della Scuola Normale e il giornalista-scrittore stanno girando l’Italia per illustrare «gli scempi che deturpano il Belpaese». A volte separati, altre insieme (come due sere fa); il “format” in coppia rende, tanto che in diversi momenti dell’incontro pubblico la gente in sala ride. Come quando Stella, grande firma del Corriere della Sera, suggerisce: «Vorremmo mandare le Frecce Tricolore a bombardare le ville abusive, perché fin quando rimangono lì ogni abusivo nel Pianeta ha diritto a dire che anche lui la vuole». Però resta l’amarezza per il fatto che «nella nostra, la Costituzione più bella del mondo, l’articolo più originale è il nono», che parla di tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione. E ciononostante, «ogni giorno il cemento ruba un’area pari a 271 campi di calcio».
Il confronto con gli altri Stati è impietoso: Stella ricorda che l’Italia è prima nel pianeta per numero di siti tutelati dall’Unesco, «ma ricaviamo solo il 6% di Pil da tutto questo ben di Dio, un terzo di quanto la Cina in proporzione fa fruttare le sue ricchezze». E chiede a Settis, che è anche presidente del comitato scientifico del Louvre, come fa «quel museo da solo a incassare più di tutti i siti italiani messi insieme». L’archeologo non ha dubbi: «In Francia sentono di avere l’orgoglio di uno Stato dietro. Qui puntiamo a uno Stato senza territorio, l’Italia non ha più uno Stato».
Secondo Settis, la soluzione è nella manutenzione: «Noi non aspettiamo di avere 14 malattie sul nostro corpo per andare dal medico; mentre nell’arte si lascia andare tutto in malora, tanto poi c’è un “misterioso” restauro» d’emergenza. Chiosa Stella: «Con la manutenzione non si vincono le elezioni».
Ecco i due pericoli: l’emergenza continua e la politica. Lo scrittore evidenzia condoni di destra e silenzi di sinistra. Ma il peccato originale, per il professore, è «il berlusconismo: ha corrotto tutti in questi 20 anni».
L’appello finale, in coro: «Non serve stendersi davanti alle ruspe. Colpiamoli sul rispetto delle leggi, vigiliamo e denunciamo».
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