Il Tirreno

Pisa

«Nascondere un corpo? Facile in grotta»

di Candida Virgone
«Nascondere un corpo? Facile in grotta»

La donna scomparsa: speleologo del Club Alpino illustra la mappa dei luoghi dove uccidersi oppure occultare un cadavere

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SAN GIULIANO. «Se qualcuno volesse nascondere un corpo sui Monti Pisani ha solo l’imbarazzo della scelta: non dico che siano un colabrodo, ma non siamo lontani da questa immagine. Il territorio è pieno di grotte, buche, anfratti o cosiddetti microbuchi che soffiano, aria caldo o fredda, a seconda della stagione». Paolo Mannucci, geologo pisano, è segretario e tesoriere del gruppo speleologico locale del Cai, Club alpino italiano.

Lo speleologo conosce bene il territorio e ce lo racconta in questa breve intervista, fornendoci un particolare che, a proposito di ricerche, può apparire scoraggiante o quantomeno impegnativo. Nel circondario di Gello, fra i Comuni di San Giuliano, Vecchiano, Calci e Vicopisano, di grotte, buche e pozzi ce ne solo almeno centocinquanta. Luoghi regolarente censiti, è vero. Ma esplorarli tutti richiederebbe un intervento di almeno due settimane.

Sentiamo che ci racconta. «Devono fare delle ricerche? Bisogna vedere cosa si cerca. Intanto per questo genere di iniziative è necessario l’intervento del corpo nazionale di soccorso alpino speleologico: il punto di raccordo locale è a Lucca.

Che si può cercare? O un cadavere occultato o qualcuno che in questi posti si è gettato, un suicida. In tutti e due i casi bisogna conoscere bene i luoghi, ma a memoria d’uomo suicidi non me ne risultano, incidenti sì, come quello del bimbo e del papà che caddero nelle Buche delle Fate (ndr: siamo negli Anna Novanta). C’è poi il caso degli assassini dell’oste dell’Archetto (ndr: un giallo degli Anni Settanta) che andarono sul Castellare per gettare il corpo nelle Buche e lo abbandonarono nei dintorni disturbati da un entomologo a caccia di farfalle. Noi abbiamo stilato una mappatura del territorio che è stata fornita a suo tempo ai quattro Comuni.

In più, in occasione di un convegno di speleologia che si è tenuto sei anni fa qui, sono state aggiunte schede tecniche, rilievi, la foto delle grotte più belle e le cartografie comprese in un software di visualizzazione per poterle immediatanente localizzare. Sì ci sono dei punti che possono essere, compatibilmente di quello di cui si parla, facilmente accessibili, meglio da chi comunque conosce le zone. C’è un pozzo naturale a Molina vicino alla strada dei Quattro Venti: parcheggiata l’auto si percorrono 50 metri nel bosco. Poi c’è un pozzo alle Capanne, e ancora una grotta alla Spinugola, fra Asciano e Agnano, vicino al traliccio dell’Enel, e un’altra vicino al cimitero di Agnano, dove c’era un locale che si chiamava Pellirossa, la grotta del Leone: a suo tempo il Comune l’aveva fatta chiudere con un cancello, ma spesso queste chiusure vengono forzate.

E ancora fra il cimitero nuovo di Vecchiano e il depuratore c’è la grotta della Spelonca, dopo un tornante, vicino ad alcune case. Controllare tutto richiederebbe almeno due settimane di tempo e notevole impiego di forze. Di certo se queste grotte nascondessero qualcosa lo farebbero per anni, perché non ci va quasi mai nessuno...».

Questi luoghi dunque potrebbero custodire i loro segreti, se ne avessero, per un tempo infinito. Per questo è davvero necessario cercare e non smettere mai di farlo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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