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Pisa

Condannato a 2 anni promotore finanziario

Condannato a 2 anni promotore finanziario

Secondo l’accusa avrebbe speso nelle corse dei cavalli un milione e mezzo di euro dei clienti Fideuram

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PISA. A tradirlo il vizio del gioco: avrebbe giocato alle corse dei cavalli una grossa cifra sottratta ai clienti della banca per cui lavorava, ai quali avrebbe proposto investimenti. Nelle corse, secondo le indagini della procura, sarebbe svanita una cifra che sfiora il milione e mezzo di euro.

Per questa storia, che si sviluppa dal 2000 al 2009, è stato condannato, ieri mattina, in tribunale, alla pena di due anni un ex promotore finanziario della banca Fideuram, Raffaele Castelli, 46 anni, pisano. Difeso dall’avvocato Salvatore Salidu, Castelli, davanti al giudice monocratico Marco Dell’Omo, ha scelto il rito abbreviato.

Parti civili nel dibattimento - che vede come persone offese una trentina di clienti della banca (di Pisa e provincia e di Livorno) molti dei quali hanno cercato di far valere le loro ragioni in sede civile - tre correntisti che si erano fidati ciecamente di Castelli affidandogli buona parte dei loro risparmi. Solo gli ultimi due clienti avrebbero affidato al promotore finanziario quasi mezzo milione di euro, 121mila euro il primo, 320 il secondo.

Gli investimenti che erano stati fatti variavano da cifre basse, si parla di 5, 10, 15mila euro, fino a 160mila o, appunto, più di trecentomila. In molti casi, secondo l’accusa e la ricostruzione dell’indagine della procura, coordinata dal pm Sisto Restuccia, sarebbero avvenute anche all’insaputa dei correntisti, da cui conti le cifre sarebbero sparite senza spiegazioni.

Le parti cvili erano difese dagli avvocati Patrizio Pugliese e Giulio Venturi, del foro di Pisa, e dall’avvocato Vannucci di Livorno.

La condanna ha previsto anche delle provvisionali e delle cifre da liquidarsi in separata sede, ma pochi sono i clienti che sarebbero stati risarciti e solo per il 50% delle cifre sottratte. La banca Fideuram peraltro, spiegano i legali, ha riconosciuto solo parte delle cifre svanite nel nulla, chiaramente non quelle consegnate molto ingenuamente in contanti.

Dalla parte delle vittime c’è la confessione totale del promotore, che ha sempre ammesso le sue responsabilità di fronte alle rimostranze dei correntisti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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