Sicurezza
Servono più tutele per chi perde il lavoro dopo i 50 anni
Al di là della stima del numero di esodati, su cui occorre da subito più accuratezza, lasciare decine, o centinaia, di migliaia di persone prive di lavoro e prive della pensione in questo momento,...
Al di là della stima del numero di esodati, su cui occorre da subito più accuratezza, lasciare decine, o centinaia, di migliaia di persone prive di lavoro e prive della pensione in questo momento, quando è anche difficile trovare un lavoretto qualunque, è una cosa che non si può proprio fare. Chi è l'esodato? Il requisito classico è quello di essere un lavoratore con la cosiddetta mobilità lunga che aggiunge quattro anni ai requisiti già maturati. E i lavoratori con questi requisiti sono facilmente individuabili perché si tratta di una procedura che ha una data di inizio e una data di fine ben precisa.
A prescindere da quelli che sono i dati o i numeri , ci si attende che il Governo faccia un'operazione di giustizia, dando una risposta immediata a tutti coloro che hanno perso il lavoro e che a seguito dell'innalzamento dei requisiti pensionistici rischiano di rimanere senza reddito e, quindi, ripristinando il diritto ad accedere al pensionamento coi vecchi requisiti a tutti i lavoratori esodati che hanno concluso accordi sulla base di regole che sono state cambiate in corso d'opera.
Ma l'altro grande problema sono gli over 50 espulsi dal mercato, senza ammortizzatori sociali e “hard to place” (ossia difficilmente ricollocabili per i motivi più vari). In un momento in cui formalmente facciamo riferimento a un'età pensionabile che viaggia verso i 70 anni dobbiamo porci il problema di cosa fa un lavoratore in quell’intervallo di tempo. Per questo occorre pensare a soluzioni più flessibili, che combinino il reddito da pensione con quello da lavoro, basandosi sul principio che se si prende la pensione un po' prima del tempo fissato, si prende un po' di meno, ma si ha anche la possibilità, magari, di trovare un lavoro part time, soprattutto perché è venuto meno il divieto di cumulo reddito-pensione. Si tratta di aggiungere non solo una integrazione al reddito, ma anche contributi che al momento giusto faranno maturare un altro pezzo di pensione; e in questo caso anche le aziende potrebbero dare una grossa mano a ricollocare il lavoratore.
Questo dell'occupazione degli over 50 è un nodo importante da risolvere, su cui l'Europa -anche se non si dice - ci manda spesso dei segnali di allerta. E tenere più lavoratori adulti dentro la produzione, questo sì che farebbe crescere il Pil.
. Angelo Scimia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google