Il Tirreno

Pisa

Troppo cemento, ma possiamo limitare i danni

Circa 500 chilometri quadrati: è la superficie di territorio (quasi sempre agricolo) che ogni anno in Italia sparisce sotto il cemento. Un dato già di per sé preoccupante, che diventa drammatico se...

3 MINUTI DI LETTURA





Circa 500 chilometri quadrati: è la superficie di territorio (quasi sempre agricolo) che ogni anno in Italia sparisce sotto il cemento. Un dato già di per sé preoccupante, che diventa drammatico se pensiamo che questo è il trend in corso dal 1950! Da allo ra, il 40% del paesaggio italiano (montagne comprese) è stato edificato: case, capannoni, strade, edifici commerciali. Negli ultimi anni si è consolidata l’idea che in nome dell’occupazione e dello sviluppo possano stare in secondo piano le ragioni dell’ambiente e del paesaggio. Quasi che fosse possibile un’idea di sviluppo dell’economia senza uno sviluppo dell’uomo, della sua salute prima di tutto, del suo benessere. Noi abbiamo la fortuna di vivere in una regione che è famosa nel mondo per il suo paesaggio e per la qualità dei suoi governi, che hanno saputo nei secoli costruire un habitat equilibrato, specchio di una cultura rispettosa dell’ambiente, della bellezza, del gusto. Eppure, anche qui in Toscana, anche a Pisa si è dovuto costituire un Comitato per la difesa del paesaggio; perché anche qui il dilagare della crisi ha progressivamente ristretto il pensiero politico attorno all’idea di uno sviluppo trainato da nuove edificazioni, doppie case, residence, ma anche da capannoni destinati a scopi commerciali, e poi da infrastrutture finalizzate a favorire l’uso di queste proliferazioni.

Non solo ci rifiutiamo di aprire gli occhi sui foschi scenari che gli esperti di ambiente disegnano per il nostro futuro, e per evitare i quali comincia a mancare il tempo.

Spesso la miopia ci impedisce di vedere che per questi benefici immediati sacrifichiamo le risorse alle quali dobbiamo la nostra salute e le nostre possibilità di competere sul piano delle attività economiche, a cominciare dallo stesso turismo. Il forum nazionale “Salviamo il paesaggio” ha lanciato una iniziativa nazionale per il censimento dell’edificato e dell’utilizzo del territorio. A tutti i Comuni d’Italia è stata inviata una scheda e in questi giorni i comitati stanno sollecitando le amministrazioni ad adempiere. Questa campagna ha da valere anche per la Toscana.

Il richiamo alla legge regionale 1, che impone di subordinare le nuove costruzioni alla valutazione della funzionalità dell’esistente, è divenuto poco più di un orpello burocratico.

Il dato relativo all’edificato non utilizzato è un dato che nessuno conosce e di cui nessuno si cura, e comunque non pare rilevare quando si decidono nuove costruzioni. Si stringe il cuore quando vediamo intere pagine di giornali nazionali con annunci pubblicitari per piazzare case vuote, che non si riesce a vendere, realizzate su territori che erano vergini o agricoli, come a Calambrone. Quando i risultati del censimento saranno resi pubblici, allora sarà possibile analizzare la situazione urbanistica alla luce di numeri esatti e da questa analisi cittadini, amministratori, forze economiche e società civile potranno ripartire per pianificare la migliore politica di gestione del territorio possibile.

Non sarà possibile rimediare ai guai già fatti, ma sicuramente potremo limitare il danno per gli anni futuri.

Il Comitato per la difesa del paesaggio è nato e lavora per essere al fianco di tutti i cittadini; perché il bene comune rappresentato dal litorale pisano sia davvero un bene di tutti e, come tale, sia in grado di dare a tutti il piacere che le cose belle sanno dare quando non sono deturpate o trasformate in merci senza qualità.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze