Il Tirreno

Pisa

È pisano il record dei defibrillatori Sono 53, ecco dove

di Simone Martini
È pisano il record dei defibrillatori Sono 53, ecco dove

La loro presenza in caso di infarto può essere decisiva Cecchini: «Forse anche Morosini poteva essere salvato»

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PISA. La tragica morte di Piermario Morosini, deve aprire gli occhi soprattutto su cosa fare (e anche come fare) nei momenti immediatamente successivi. Se a Pescara fosse stato presente un defibrillatore subito nei primissimi minuti, il giocatore del Livorno avrebbe avuto il 74% di probabilità di sopravvivere. Fermo restando che sarà poi l'autopsia a chiarire le cause e la dinamica del decesso, in questi casi è brutto dare cifre ma i protocolli medici parlano chiaro. E Pisa è fortunatamente in testa dal momento che è la prima città in Italia come defibrillatori pubblici funzionanti. Considerando la provincia nella sua interezza, ce ne sono ben 53 diffusi per lo più nel territorio limitrofo alla città, molti dei quali installati dal dottor Maurizio Cecchini che, svolge l'attività di cardiologo presso il dipartimento di emergenza ed urgenza e pronto soccorso dell'Azienda ospedaliero-universitaria. Insegna, inoltre, alla scuola di specializzazione di Medicina di urgenza ed emergenza dell'Università pisana.

La tragedia è avvenuta su un campo di calcio di primissimo piano, campionato di serie B. visto il campionato che vi si giocava. Ma in un anno solare, in Italia si giocano circa 500.000 partite di calcio, per lo più in campi dilettantistici. La diffusione capillare in ambito extra ospedaliero dei defibrillatori e la formazione di personale capace di usarlo, può giocare un ruolo fondamentale tra la vita e la morte. «In questo campo - afferma il dottor Cecchini - non sapere cosa fare o non poterlo fare, spesso è fatale. Nel caso del povero Morosini, non è stato usato il defibrillatore, non è stato massaggiato in modo adeguato e non stato intubato e ventilato nei primi tre minuti che sono fondamentali». Ecco perché tutti i campi sportivi dovrebbero averne almeno uno per scongiurare ogni rischio che in Italia provoca settantamila morti all'anno con un'incidenza di uno ogni mille sulla popolazione. Il solo massaggio cardiaco non riesce a far ripartire il cuore e l'uso del defibrillatore nel 74% dei casi risulta decisivo. Come detto a Pisa siamo all'avanguardia e molti centri sportivi, scuole, uffici pubblici ne hanno. «A breve - prosegue Cecchini - ne installeremo dieci all'aeroporto, la provincia ne ha donati cinque ad alcune strutture. Questa è la strada da seguire».

La mappa. Vediamo comunque dove sono ad oggi i defibrillatori pisani, una mappa consultabile dal sito www.cecchinicuore.org un portale gestito dal dottore e molto seguito. Cominciando dalla zona nord lo troviamo sul muro della chiesa di Ripafratta; sul muro dell'ufficio postale di Filettole; all'interno del circolo Arci la Vasca Azzurra di Nodica; in Piazza Garibaldi accanto al Bar Sport a Vecchiano; accanto al circolo Arci di Pontasserchio; a Navacchio presso la casa di cura Remaggi; due sono in San Rossore alla Sterpaia ed alle Cascine vecchie; allo stadio Bui di San Giuliano Terme ed alla piscina; al campo sportivo di Madonna dell'Acqua; all'interno della palestra del Cus Pisa; sul muro esterno del circolo Arci a Campo; al circolo Arci a La Vettola; alla piscina di Cascina; alla Ipercoop a Navacchio davanti alle casse; al bagno Alma di Tirrenia accanto alle docce; all'osservatorio del Cnr a Lavaiano; sul muro esterno della ditta Maklaus a Ponsacco; alla casa del popolo di San Miniato; a Volterra nelle vie del centro; presso la ditta Knauf e su un'autoambulanza a Palaia; quattro sono a Calci: al campo sportivo, davanti alla sede del comune, davanti alla Coop e su un'autoambulanza. Passando alla città ce ne sono altri quattro all'Arena Garibaldi: nelle Curve ed in Gradinata (uno donato da Cecchini gli altri tre acquistati dai tifosi), alla caserma della Polizia in via San Francesco; presso il dipartimento di Matematica in via Buonarroti; presso la piscina comunale in via Andrea Pisano; presso la sala d'aspetto dell'agenzia di Edilizia Popolare in via Fermi; uno lo hanno in dotazione i Vigili Urbani per la pattugli in bicicletta (vera e propria innovazione nazionale); alla pubblica assistenza in via Bargagna; all'ufficio del pubblico impiego in via Nenni; presso la presidenza della facoltà di Economia e Commercio in Lungarno Buozzi; uno è presso la sede della provincia in via Cesare Battisti, all'interno dell'ufficio provinciale del turismo all'Aeroporto Galilei e due alle palestre della Uisp. Diffusi quindi un po' a macchia di leopardo ma non troppo nel resto del paese. Se ne trovano in Lombardia, nelle Marche, in Veneto, Sardegna ed all'isola d'Elba. Le mappe devono essere aggiornate dal 118 costantemente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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