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Pisa

Tanta gente ai funerali di Emilio

Tanta gente ai funerali di Emilio

C’erano anche Berggreen e altri ex del Pisa. Dura polemica di Confcommercio

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PISA. C’erano tanta commozione e tanta gente ieri pomeriggio, nella chiesa della Sacra Famiglia, al funerale di Emilio Virgili, il noto chef pisano morto a 76 anni giovedì nel suo ristorante, La Rota, a Madonna dell’Acqua, durante una verifica dell’Asl.

Ma non si placano le polemiche sulle modalità del malore che ha provocato la morte di Emilio Virgili: sarebbe stata la lite con un tecnico dell’Asl a provocare l’infarto. La procura ha aperto un’inchiesta coordinata dal sostituto Anna Rita Coltelacci e parallela a quella dell’Asl 5. In attesa degli sviluppi dell’indagine, Enrico Guardati (presidente Fipe Confcommercio di Pisa) attacca con durezza: «Questo tragico fatto è sintomatico di un clima generale di grande ostilità che si è venuto a creare nei confronti degli imprenditori, soprattutto più piccoli. Noi siamo stanchi di essere tartassati da un sistema di controlli molto simile ad uno stato di polizia e da un livello di tassazione di tipo feudale».

Più sfumata la posizione di Antonio Veronese, presidente regionale di Assoturismo Confesercenti, che scrive per «esprimere tutto il nostro cordoglio alla famiglia». Ma aggiunge: «La morte di Virgili mette in evidenza una difficoltà crescente da parte di quegli imprenditori che vogliono andare avanti a dispetto della crisi». Veronese non mette in discussione il rispetto delle regole, ma chiede «comprensione in un periodo di emergenza».

Torniamo in chiesa. Il mondo della cucina è stato il più “appariscente”: alcuni rappresentanti dell’Associazione cuochi pisana e del Gruppo toscano cuochi, hanno circondato la bara con la classica divisa, cappello da chef e stendardi. Ma anche il mondo del pallone era schierato per l’addio a Virgili, grande amico della squadra del Pisa. Ben tre epoche dei “vecchi” neroazzurri hanno affollato la chiesa: Fabrizio Barontini e Roberto Gasparroni dell’era Giuseppe Donati (il presidente che vinse il campionato di serie B nel 1968); Claudio Di Prete e Francesco Gabbrielli dell’era Luigi Rota (sotto la sua presidenza Virgili fu dirigente del Pisa); infine Franco Ipsaro, Ferruccio Mariani e – venuto apposta dalla Danimarca – Klaus Berggreen dell’era Romeo Anconetani. Non è voluto mancare nemmeno Leandro Sbrana, lo storico segretario del Pisa. Ma c’era anche la “nuova” squadra di calcio: Massimo Donati, nipote di Giuseppe e presidente del Pisa Sporting Club, Gianfranco Grassini e Stefano Busti.

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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