Il Tirreno

Pisa

Siamo smarriti e ripetitivi

Settimana di morti trascurate, di vite ripetitive con una novità e due forni. Il Parco di San Rossore è un orgoglio pisano. Uno scenario naturale incomparabile che pare destinato a veder...

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Settimana di morti trascurate, di vite ripetitive con una novità e due forni.

Il Parco di San Rossore è un orgoglio pisano. Uno scenario naturale incomparabile che pare destinato a veder continuamente sfregiata la sua bellezza dall’uomo. Nel 1938 subì l’infamia di essere testimone dell’atto più spregevole che la storia italiana abbia mai prodotto: la firma delle leggi razziali. Oggi assiste alla morte di un giovane nepalese. C’è un filo che unisce due fatti che sono così distanti nel tempo. Il primo decreto di quelle leggi infami siglato dal re il 7 di settembre fu concepito per colpire i soggetti più deboli della comunità ebraica, gli stranieri, prevedendone l’espulsione coatta dal suolo nazionale. Il silenzio assordante che accompagnò quell’atto è, a oggi, ingiustificabile, ma lo è altrettanto quello sulla morte di quel giovane straniero. Solo pochissime voci e, in alcuni casi, strumentali. Come se, tra le molte altre cose, avessimo smarrito anche la coscienza civile e la pietas.

Grande attenzione, invece, sulla questione dei locali all’aperto. Ci aspetta l’ennesima estate di battaglia. Quel che è difficile capire è chi fa più rumore: gli avventori o i residenti?

Poi un copione che si ripete: un altro sgombero di rom, la Mattonia che ora si vende sicuro, Pinchera che si conferma re della tiroide, a Pasqua celebrata la messa in latino, la sicurezza al primo posto che merita “iniziative clamorose”, la polemica sugli aeroporti, i turisti che sono tanti ma frettolosi, la politica che si azzuffa in privato ed in pubblico.L’ultima furibonda rissa, però, a sorpresa, produce una novità: a palazzo Gambacorti entra un volto nuovo, una donna, si chiama Silvia Marroni. Avrà un triplo incarico oltre ai due che ricopriva, mamma di tre figli e casalinga, d’ora in avanti sarà anche assessore al personale. A lei rammentiamo che la pianta organica del Comune è una pianta carnivora che ha mangiato tutti i suoi predecessori e le auguriamo davvero buon lavoro.

La frase della settimana è di Massimo Balzi che, per giustificare le scelte apparentemente contraddittorie del Terzo Polo a Crespina e a Bientina, dice: «Non è la pratica dei due forni; ma nel primo caso premiamo chi ha ben lavorato, nell’altro non ci convince lo spirito frontista dell’alleanza». Insomma, è la pratica dei due forni.

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di Redazione Pisa