Il dolore
Si scava nelle mail di Roberta e Antonio
Esiste nella zona il punto segnalato da una maga per cercare tracce dell’imprenditrice scomparsa: è in via San Iacopo
GELLO DI SAN GIULIANO TERME. Si cerca su pc, mail e contatti elettronici di Roberta Ragusa l’imprenditrice svanita nel nulla da Gello di San Giuliano la notte del 13 gennaio scorso, e di suo marito, Antonio Lugli, 48 anni, una delle due persone indagate per omicidio volontario in questa brutta storia. L’altra è un pontederese che quella maledetta notte, fra Ponsacco e Pontedera, avrebbe dato un passaggio ad una sconosciuta che poteva assomigliare alla signora Ragusa. Si chiama Antonio Fusi.
Per queste ricerche sul web è scattata una rogatoria internazionale per permettere interventi tali da ripristinare ad esempio mail cancellate e altri contatti che potrebbero tornare utili all’indagine, un’indagine che con il passare del tempo, anziché chiarirsi, si complica sempre di più.
L’ipotesi di una fuga (a cui non hanno mai creduto i familiari della donna e i loro legali) insieme a quella di un suicidio (anomalo, senza uno straccio di messaggio) appaiono sempre più lontane, mentre prende consistenza il sospetto, avanzato dai più fin dai primi momenti della scomparsa, di un epilogo purtroppo tragico per la sorte di questa madre, attesa con ansia da tre mesi da due ragazzini di 15 e 11 anni, Daniele e Alessia.
Ieri l’avvocato Enrico Maria Gallinaro, che tutela una cugina romana e lo zio di Roberta, Anna Maria Ragusa e suo padre, ha parlato in particolare di un allontanamento di marito e suocero della donna la domenica successiva alla sua sparizione, un allontanamento che suo avviso avrebbe dovuto essere monitorato.
Alle ultime notizie si è aggiunta la segnalazione di un nostro lettore, un bancario pisano, che ci ha telefonato in merito alla «premonizione» di una maga, che appare su facebook come Sibilla Zingara, la quale ha parlato di Roberta uccisa e «gettata» dal suo assassino, che le avrebbe coperto i volto con un sacchetto di plastica, in un punto fra San Giuliano e Gello, in una località detta Tre Ponti. «Per arrivare lì ci sono tre strade - ha scritto la maga - due importanti e una meno: è quella di mezzo, percorsa dall’assassino dopo aver fatto un lungo giro. Lì ci sarebbero sassi, salite e discese». Poi aggiunge: «Ci aiuterà la Madonna dell’acqua».
Il pensiero va quindi alla località vicina che porta quel nome e che chiunque potrebbe vedere guardando una mappa su internet. Poi la maga parla dei Tre Ponti, ma di località così in quella zona non ne risultano. «Non è vero - ha detto il nostro lettore - una località così c’è: non ci sono cartelli, ma i pisani più vecchi se lo ricordano. Tre Ponti è a Pontasserchio, su via san Iacopo, di fronte al mobilificio Landucci, dove c’è il fiume Morto e due fossi».
Eccolo il posto, immortalato dal nostro fotografo: per scandagliarlo tutto ci vorrebbe l’esercito, come d’altra parte per tutto il vasto territorio intorno, fra parco naturale, monti, fiumi, laghi e fossi. Intanto la maga, dopo aver fatto la premonizione sul web, è irraggiungibile, almeno per i cronisti: chiamata al telefono prima si è negata, poi ha detto di richiamare, infine ha staccato il cellulare. E ha aggiunto mistero al mistero.
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