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Ma la differenziata non cresce colpa dei pendolari dei rifiuti

Ma la differenziata non cresce colpa dei pendolari dei rifiuti

PISA. E’ dunque boom di cittadini che portano i rifiuti alle stazioni ecologiche. Ma, al Comune di Pisa, i conti sulla raccolta differenziata non tornano. Parla apertamente di «situazione...

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PISA. E’ dunque boom di cittadini che portano i rifiuti alle stazioni ecologiche. Ma, al Comune di Pisa, i conti sulla raccolta differenziata non tornano. Parla apertamente di «situazione inaccettabile» l’assessore Eligi. Nel mirino tornano i “pendolari dei rifiuti”: i residenti dei comuni confinanti dove è stato introdotto il sistema di raccolta porta a porta. Chi non segue quel sistema mette in auto il sacchetto (di indifferenziata) e al mattino, venendo in città per motivi di lavoro, studio o altro, rovescia tutto nel cassonetto - e spesso fuori - targato Pisa.

«Nonostante le buone pratiche ambientali dei nostri cittadini, abbiamo il grande problema dell’indifferenziata. In tutto il bacino Geofor si registra un calo tra il 10 e il 15%; a Pisa invece la diminuzione è molto contenuta», dice Eligi. A Pisa la raccolta differenziata nel 2011 è stata di 26.683 tonnellate, l’indifferenziata di 45.215, per un totale di quasi 72mila. Per Eligi non ci sono misteri sulle cause: «Tutto è cominciato con l’introduzione del porta a porta a San Giuliano: scomparendo i cassonetti in quel comune abbiamo avuto un aumento di indifferenziata soprattutto nella parte nord della città, con cataste di spazzatura dei cittadini degli altri comuni che non rispettano il porta a porta. Ma le responsabilità sono anche di alcune aziende: abbiamo trovato un pancale di eternit in un campo». L’allarme è scattato di nuovo in questi giorni: dopo Cascina, anche Vicopisano ha deciso per il porta a porta. Pisa si sente accerchiata, ormai i cassonetti sono solo nel suo territorio. «L’appello alle amministrazioni limitrofe - riprende Eligi - è quello di andare ad una politica di area: noi riceviamo la Tarsu da 90mila abitanti, ma dobbiamo far fronte ai rifiuti di 250mila persone. Ci vedremo con gli altri Comuni e l’Ato rifiuti (il cui presidente è il sindaco Filippeschi) per far decollare un servizio di area. Siamo anche pronti a mettere a disposizione le nostre stazioni ecologiche».

Nel comune di Pisa, per il 2011, è attesa una percentuale certificata di differenziata intorno al 42,5%. L’obiettivo per il 2012 è del 45%. Eligi indica tre strade: più stazioni ecologiche, l’accordo con i Comuni confinanti e poi un’intesa con la Regione. «Chiediamo che la Toscana faccia come già l’Emilia Romagna e il Piemonte, permettendo di conteggiare nella raccolta differenziata anche i volumi, significativi, delle aziende pubbliche e private che smaltiscono fuori dai confini comunali attraverso convenzioni con i consorzi. Anche quelli infatti sono rifiuti che escono correttamente da qui e che ora vengono persi totalmente nei conteggi». Eligi fa un esempio: «Solo mettendo nel conto i rifiuti ordinari dell’azienda ospedaliera saliremmo di 2 punti percentuali. E così a quota 45% ci saremmo già». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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