Il Tirreno

Pisa

Con i radar 21 posti da ricercatore

di Gianluca Campanella
Con i radar 21 posti da ricercatore

Decolla il laboratorio Rass dedicato allo studio delle telecomunicazioni, fondi in arrivo dall’Europa

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PISA. Sarà inaugurato giovedì in galleria Gerace, ma è operativo da qualche mese, il Rass, unico laboratorio italiano nel campo dei radar costituito solo da enti pubblici. Il Rass, Radar e sistemi di sorveglianza, si “mantiene” vincendo bandi (italiani, europei e internazionali) ed è una realtà così credibile che già può contare su budget molto alti: si parla di numeri a sei zeri che consentono di finanziare assegni di ricerca per 21 dottorandi (tra PhD e post doc) e di assumere direttamente nove persone. Il Rass è uno dei tre laboratori nazionali del Cnit, Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni, che è un’organizzazione no-profit fra 37 atenei italiani, fondata nel 1995 e riconosciuta dal ministero dell’Università: gli altri due sono il laboratorio di Reti fotoniche (sempre a Pisa) e quello di Comunicazioni multimediali (Napoli).

Il consiglio del Cnit si riunisce in città la settimana prossima e in quell’occasione ci sarà la presentazione del bilancio del Rass e la sua inaugurazione “interna”; prima dell’estate seguirà una cerimonia ufficiale con le autorità.

L’attività di ricerca svolta all’interno del laboratorio è nei settori del radar, dell’elettromagnetismo applicato e del telerilevamento. E due frasi del direttore, Enzo Dalle Mese, spiegano molto bene come funziona: «Uniti si vince» e «Teniamo i giovani qui, altrimenti quelli bravi vanno all’estero».

La prima si riferisce alla capacità di attrarre denaro: anche la migliore università del mondo, col progetto più innovativo, non ha chance di convincere un finanziatore se può offrire il lavoro di solo tre esperti in una disciplina. Al Rass, invece, lavorano 50 persone: oltre a quelli già detti, ci sono 13 docenti e ricercatori dei tre atenei toscani (Pisa, Firenze e Siena) e sette consulenti: una “macchina da guerra” capace di studiare in contemporanea più argomenti. Inoltre il Rass è riuscito a coinvolgere anche industrie private in alcuni progetti: Melissa, il primo body scanner del mondo a microonde, in collaborazione con Mbda (controllata di Finmeccanica); e Clean Sky con Galileo avionica. Quest’ultimo è il progetto di un radar montato sul naso degli aerei che permette di capire se il temporale che si sta per incrociare è formato da ghiaccio o acqua: nel secondo caso si può attraversare, risparmiando carburante e inquinamento; mentre oggi, per incertezza sulla natura delle perturbazioni, i jet le aggirano tutte.

Il discorso sui giovani è la prevenzione della cosiddetta “fuga di cervelli”, che in questo caso sarebbe quasi obbligatoria: le competenze dentro il Rass sono così alte che le poche industri italiane non riescono ad assorbirle.

Altro progetto in corso è il radar passivo, cioè un sensore che rileva non il ritorno delle onde elettromagnetiche proprie, ma la riflessione di quelle già abbondanti presenti per trasmissioni televisive o comunicazioni cellulari: con un’antenna da salotto montata sul tetto di Ingegneria, lo strumento è riuscito a misurare la velocità delle auto che viaggiavano sull’Aurelia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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