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Il magistrato Spataro auspica una legge anti-corruzione

Il magistrato Spataro auspica una legge anti-corruzione

PISA. Dopo lo scandalo che si è abbattuto sulla Lega e dopo una serie di altri scandali legati alla corruzione nel mondo dei partiti, occorre voltare pagina. A cominiciare dalla prescrizione breve e...

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PISA. Dopo lo scandalo che si è abbattuto sulla Lega e dopo una serie di altri scandali legati alla corruzione nel mondo dei partiti, occorre voltare pagina. A cominiciare dalla prescrizione breve e dall’impedimento a politici rinviati a giudizio di candidarsi. Una medicina forte che avrebbe bisogno di essere prescritta secondo Armando Spataro, procuratore generale aggiunto di Milano.

Il magistrato ha incontrato i giornalisti prima d una conferenza sul pentitismo promossa ieri pomeriggio dall'associazione Allievi della Scuola Superiore Sant'Anna (ed oggi sarà la vota di nando Dalla Chiesa).

Il magistrato ricorda come, in tempi non certo lontani, siano state approvate quelle che vengono chiamate dai giuristi leggi ad personam. «Bisogna intervenire - afferma ora Armando Spataro - non si può andare avanti con una prescrizione così breve. E occorre anche intervenire sul piano politico, prevedendo l'ineleggibilità o addirittura l’incandidabilità di chi è stato rinviato a giudizio per reati legati alla corruzione».

Sullo scandalo che ha travolto la Lega non entra nel merito poiché altri pm ci stanno lavorando, «ma mi auguro - commenta Spataro - che, al di là della dimensione del fenomeno, questo susciti una reazione proprio del ceto politico che deve comprendere che occorrono correttivi».

E come privato cittadino, Spataro, alla domanda, se ci vorrebbe una nuova legge sulla corruzione ha risposto «non è accettabile che i contribuenti debbano farsi carico delle spese organizzative dei partiti. Credo nella funzione dei partiti e non tutta la politica è corrotta. I partiti svolgono un ruolo fondamentale nella vita del Paese, ma hanno gli iscritti e possono contare su una modalità di raccolta fondi anche dai privati che vogliono sostenerli e quindi in qualche modo va rivista la legislazione: penso che un sostegno pubblico dovrebbe essere limitato solo a particolari attività dei partiti, ma non in modo ampio come avviene adesso».(g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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