Il Tirreno

Pisa

Universitari al voto ma c’è la minaccia di un ricorso al Tar

di Gianluca Campanella
Universitari al voto ma c’è la minaccia di un ricorso al Tar

Il rettore ha indetto le elezioni per l’8, il 9 e il 10 maggio Azione Universitaria: tempi troppo ristretti per le liste

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PISA. La lista studentesca “Azione universitaria” annuncia ricorso al Tar contro il decreto con cui il rettore Massimo Augello ha indetto le elezioni per il rinnovo della componente studentesca negli organi accademici. Le elezioni sono previste dall’8 al 10 maggio prossimo e il termine ultimo per la presentazione delle liste di candidati scade dopo domani, venerdì.

Secondo il movimento studentesco vicino al centrodestra il tempo a disposizione è troppo poco: «I moduli per la compilazione delle candidature sono usciti il 2 aprile. Non contando le festività pasquali e le domeniche, ci sono soltanto sette giorni per raccogliere le firme di sostegno per la candidatura. È scandaloso».

Fin qui i dati che sono noti a tutti. Però “Azione universitaria” aggiunge dell’altro e in un comunicato sconfina nel campo delle accuse non dimostrabili: «Il Rettore deve avere una smania davvero molto impellente e pur di andare alle elezioni, avvantaggiando “Sinistra per”, non si è preoccupato di un piccolo particolare! Potrebbe succedere che noi a maggio votiamo per il Cda e dopo pochi giorni ci vediamo annullate le votazioni per quest’organo con le conseguenze di un nulla di fatto e di soldi sprecati».

Il riferimento è doppio: “Sinistra per” è la lista che sulla carta sembra la più forte; e sul consiglio d’amministrazione pende la possibilità che il ministero dell’Università impugni il nuovo statuto dell’ateneo pisano nella parte in cui si stabiliscono le norme proprio per l’elezione del cda.

Vediamo prima quest’ultimo. La legge 240/10 (cosiddetta “Gelmini”) imponeva agli atenei italiani la riscrittura dei propri statuti. Così anche il nostro ha adempiuto e mandato al ministero il testo approvato all’unanimità dal senato accademico in prima lettura. A fine novembre 2011 sono arrivati 55 rilievi da Roma, il più importante dei quali contestava l’elezione dei membri del consiglio d’amministrazione: il ministero ha chiesto la «designazione» dei membri, senza passare per le elezioni. Ma, di nuovo all’unanimità, Pisa ha respinto. E ora si attendono eventuali contromosse dal governo nazionale.

In tutta questa incertezza, ci si può chiedere: non si potevano rimandare le elezioni? In realtà tutti i consigli sono già in regime di proroga: si è votato l’ultima volta nel 2009 e la componente studentesca si rinnova ogni due anni; a causa della stesura dello statuto si era deciso di posticipare, ma andare oltre maggio significa correre il rischio di non avere gente alle urne. Infatti, a giugno non ci sono lezioni e, se non è raggiunto il quorum del 10% di partecipanti, il voto non è valido.

“Sinistra per” ha raccolto firme anche durante le vacanze, girando per le case dello studente. Tuttavia “Azione universitaria” accusa che la lista concorrente lo faccia da molto più tempo e si chiede: «Su quali moduli le ha raccolte? Forse su quelli che il rettore ha passato loro durante alcune conversazioni private?». La lista di sinistra respinge le «offese di inciucio» e ricorda: «Noi stessi siamo danneggiati dal poco tempo e siamo stati gli unici a chiedere una proroga per le firme agli organi accademici, non sui volantini come gli altri». Ma l’ateneo ha risposto che sarebbero saltati i tempi minimi per il controllo tecnico delle candidature e non l’ha accolta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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