Il Tirreno

Pisa

Rudere di lungarno Galilei l’Asl chiede una bonifica

di Francesco Loi

L’area è abbandonata, ordinanza del sindaco per il rischio di malattie infettive Il Comune: un recupero della proprietà porterebbe benefici a tutto San Martino

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Si è mossa l’Asl 5. La richiesta è di un intervento per emergenza igienico-sanitaria nell’area, in stato di abbandono, compresa tra via Bovio e lungarno Galilei. Quella, in pratica, del rudere (di proprietà privata) immerso in una sorta di boscaglia che si trova proprio accanto ai bellissimi palazzi del costruttore Bizzarri che si affacciano sull'Arno e sul Giardino Scotto. Un contrasto stridente. Da ieri c’è un’ordinanza del sindaco che raccoglie le indicazioni dell’Asl. Non è la prima volta che l’azienda sanitaria si interessa a quel che resta (poco) di quegli stabili distrutti dalla guerra e peggiorati dal passare del tempo.

Nella nota inoltrata dall’Asl 5 al sindaco si legge: «Si fa presente che il terreno in oggetto, attualmente lasciato in uno stato incontrollato di abbandono, può facilmente essere infestato da insetti, roditori, serpenti e altri animali che, oltre ad essere molesti, possono essere vettori di malattie infettive anche gravi».

Il sindaco nomina nell’ordinanza la proprietà (Giuseppe Pampana) e chiede di provvedere alla bonifica dell’area con lo sfalcio e la rimozione della vegetazione in eccesso, oltre che alla verifica di eventuali infestazioni e all’esecuzione, in caso affermativo, di interventi di disinfestazione o derattizzazione. Il tutto entro trenta giorni dalla notifica dell’atto.

Quello sul lungarno Galilei è l’ultimo buco urbano nel centro storico. L’altra “ferita” provocata dalla guerra era quella di via Toselli, proprio dietro a Palazzo Gambacorti. In questo caso però i lavori stanno procedendo celermente: il cantiere è stato aperto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, che vi trasferirà servizi e uffici del confinante Palazzo Blu.

Invece, il caso di lungarno Galilei/via Bovio è una storia che parte da lontano e che dura da oltre sessant’anni. Il Comune e la proprietà hanno dialogato a lungo, ma ancora non si è arrivati ad un punto d'incontro. Nell’area è possibile edificare costruzioni di qualità, come successo a fianco, con benefici indubbi per questo suggestivo scorcio di città. Anzi, è praticamente l’unica area fronte fiume edificabile. Anche se ci sono vincoli da rispettare, perchè si trova sia sul lungarno che in prossimità del Giardino Scotto. Ma per entrambe le situazioni ci sono possibili soluzioni. In questo senso - elemento sostanziale - si è espressa agli inizi del 2010 la Sovrintendenza, a firma dell’architetto Guglielmo Malchiodi: un nulla osta rispetto ad un’ipotesi progettuale (dunque non ancora un progetto vero e proprio) che prevede, in poche parole, una ricostruzione dell’edificio così com’era e in più la disponibilità di alcune volumetrie sul lato di via Bovio. Margini di manovra ce ne sarebbero, ma tutto è chiuso in un cassetto.

Una mano tesa alla proprietà arriva dal sindaco Marco Filippeschi e dall’assessore all’urbanistica Fabrio Cerri: «Abbiamo la volontà di risolvere e c’è la speranza di un dialogo positivo. In questi ultimi anni contatti ci sono stati e sono stati fatti passi in avanti, come dimostra il prezioso parere del sovrintendente. Si può fare un recupero di grande qualità e di grande valore. Questa ricucitura del tessuto urbano del centro storico, che tutti i pisani auspicano, sarebbe un fortissimo volano per migliorare l’intero comparto che si affaccia sulla fortificazione del Sangallo. Un intervento assolutamente necessario e utile a migliorare l’assetto dell'intero quartiere di San Martino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web