Sicurezza
Tracce biologiche sull’auto di Antonio Fusi
E’ il pontederese indagato per omicidio volontario nell’inchiesta della procura di Pisa sulla misteriosa e inspiegabile scomparsa di Roberta Ragusa
Tracce di Dna sull’auto di Antonio Fusi, il pontederese indagato per omicidio volontario nell’inchiesta della procura di Pisa sulla misteriosa e inspiegabile scomparsa di Roberta Ragusa, l’imprenditrice di Gello di San Giuliano scomparsa dalla sua casa nella notte del 13 dicembre scorso. Fusi, 62 anni, è indagato insieme al marito della donna, Antonio Logli, 48 anni.
Dalle analisi dei Ris sui reperti prelevati nelle case, negli uffici e nelle rimesse dei Logli e poi sulle loro auto e sulla Fiat Panda verde di Fusi, sono emerse solo tracce biologiche su quest’ultima macchina, comunque zeppa degli oggetti più disparati. È stato isolato un dna ed adesso bisogna attendere l’esito degli esami comparativi fra quelle tracce e il dna della signora Ragusa.
Le indagini sul caso proseguono a tutto campo, anche se la pista dell’allontanamento volontario, man mano che passa il tempo, appare sempre più improbabile.
Fusi dette un passaggio quella notte ad una sconosciuta prelevata all’autogrill dell’uscita di Pontedera sud della Fi-Pi-Li, che accompagnò alla stazione della cittadella della Piaggio. Ad un mese di tempo, vedendo il caso in tv, due bariste dell’autogrill riconobbero la sconosciuta che avevano visto quella notte: la donna era arrivata con una tuta rosa e si era cambiata in bagno per poi salire sull’auto di Fusi. Anche lui, tempo dopo, parlando con loro, riconobbe che c’era molta somiglianza con la persona scomparsa da Gello. La segnalazione ai carabinieri arrivò un mese dopo dalle ragazze, quando era ormai impossibile visionare sia i filmati delle telecamere presenti al bar, che quelli del piazzale.
Candida Virgone
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