Il Tirreno

Pisa

Penalizzati i Comuni che vogliono investire

Nel 2011 i Comuni si sono trovati di fronte uno scenario non facile da affrontare. A un calo sostanziale delle entrate disponibili, con l’aggravante del blocco per legge di tutti gli strumenti...

3 MINUTI DI LETTURA





Nel 2011 i Comuni si sono trovati di fronte uno scenario non facile da affrontare. A un calo sostanziale delle entrate disponibili, con l’aggravante del blocco per legge di tutti gli strumenti tributari, si è aggiunto il taglio dei trasferimenti che ha raggiunto livelli senza precedenti. La stagnazione del settore edilizio privato ha determinato un continuo calo del flusso di oneri di urbanizzazione, elemento non secondario per molte amministrazioni per far quadrare la parte corrente del bilancio. A tutto ciò si sono aggiunti obiettivi sempre più difficili per il rispetto del Patto di stabilità. Il blocco del pagamenti in conto capitale si è configurato essere l’elemento classico di intervento per gli enti locali.

Quindi i Comuni si sono trovati a dover affrontare, da un lato, il prolungamento dei tempi di pagamento verso i fornitori, e dall’altro il sostanziale blocco di nuovi investimenti, tranne per quelli strettamente indispensabili.

Anche per il Comune di San Giuliano lo scenario è stato sostanzialmente questo. Avremmo potuto operare forti tagli ai servizi, ma abbiamo deciso di cercare soluzioni innovative e coraggiose. Ci siamo rifiutati di bloccare completamente gli investimenti, e allo stesso tempo abbiamo deciso di non tagliare in maniera indiscriminata i servizi.

Avevamo quindi ipotizzato un’operazione di ristrutturazione del debito tramite un’operazione di lease-back immobiliare, il cui ricavo sarebbe stato destinato all’estinzione dei mutui, ma l’esplosione degli spread ha determinato un aumento dei prezzi di tale operazione, inducendo l’amministrazione a rinunciarvi. Abbiamo però mantenuto investimenti per noi strategici, assumendoci la responsabilità di saldarne i pagamenti in conto capitale, consapevoli delle possibili conseguenze di non rispetto degli obiettivi del Patto di stabilità che questa scelta si portava dietro.

Risulta evidente che quello attuale è un sistema che penalizza fortemente chi decide di investire in questo periodo di stagnazione economica, pertanto le regole del Patto andranno completamente riviste, anche alla luce delle successive direttive del Governo Monti. Lo sblocco dei pagamenti in conto capitale, la possibilità di favorire l’accesso ai servizi bancari (per l’anticipo delle fatture) da parte dei fornitori e l’esclusione dal Patto di stabilità di alcune voci di spesa strategiche ed essenziali per gli enti sono, per noi sindaci, obiettivi non rinunciabili.

Su questi temi ci aspettiamo dal Governo risposte certe e rapide, così come ci aspettiamo le necessarie garanzie sui trasferimenti e sulla gestione della fiscalità locale. Insomma è venuto il momento in cui agli enti venga data la possibilità di attuare il federalismo fiscale, quello vero e non solo di facciata, attraverso la possibilità di determinare le scelte di indirizzo politico e gestionale in base alle necessità evidenziate dalle comunità e alle risorse effettivamente a disposizione, su cui, peraltro, vorremmo contare senza limitazioni di sorta.

. Sindaco di San Giuliano

e membro del comitato direttivo

dell’Anci Toscana

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa