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Pisa

Il quadro misterioso nell’ufficio del sindaco

Il quadro misterioso nell’ufficio del sindaco

È una copia sconosciuta di un ritratto di Garibaldi. L’originale, attribuito a Cabianca, è invece di Senno

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PISA. S'infittisce il mistero sul dipinto"Garibaldi a Caprera" erroneamente attribuito fino agli anni ’90 al pittore Vincenzo Cabianca ed esposto nella Sala 13 della Galleria d'Arte Moderna di Firenze. Una sua copia perfetta, sovrapponibile per dimensioni, tratti e fattezze della cornice figura da sempre nell'ufficio del sindaco a Palazzo Gambacorti, censita come anonima. La paternità del dipinto originale, acquistato dalla Galleria di Arte Moderna di Firenze il 31 gennaio 1948, è stata ricondotta al pittore elbano Pietro Senno (1831-1904) solo dopo il ritrovamento da parte di una studiosa di storia dell'arte di un disegno preparatorio di Senno, esposto al museo Fattori di Livorno. Dipinto tra il 1870 e il 1880, il quadro ritrae un Garibaldi in camicia rossa, pensoso, seduto, con la gamba destra ripiegata sulla sinistra, appoggiato a un bastone e adagiato sul rovescio di un mantello che risplende di una luce bianchissima. L'opera è stata presentata durante le mostre itineranti allestite in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia a Palazzo Medici Riccardi e a Palazzo Ducale di Genova. Tuttavia pare spuntare un'altra suggestiva ipotesi sui due dipinti gemelli. Il caso della falsa attribuzione era stato segnalato con una lettera giunta in redazione qualche giorno fa dalla scrittrice Paola Pisani Paganelli e da Vincenzo Lupo Berghini , ex direttore della biblioteca comunale, i quali avevano riscontrato l'errore in un pamphlet celebrativo sul Risorgimento. Berghini ricordava di aver già notato il dipinto nell'ufficio del sindaco e di averlo segnalato a Paganelli che in quel periodo raccoglieva materiale per il libro "Una pallottola per Garibaldi, dall'Aspromonte a Pisa" pubblicato da Felici Editore nel 2011. Quella di Pisa era la copia perfetta del dipinto esposto a Firenze, indiscutibilmente di Senno. Ma chi poteva averla riprodotta così fedelmente? E se quella di Palazzo Gambacorti fosse proprio l'originale? La curiosità stava già divorando i due appassionati di storia dall'arte. Bastò poco per iniziare le ricerche, tenuto conto della storia di Senno, vissuto a Pisa, in via Mazzini e sepolto nel cimitero monumentale.

«Affascinata dalle opere di Senno- dice Paganelli- ho elaborato una mia teoria, forse per ora azzardata, ma che spero di supportare prima o poi con documenti». In pratica il pittore elbano aveva una figlia, Marcellina, dalle notevoli doti pittoriche, che viveva con lui a Pisa. «Potrebbe aver copiato il "Garibaldi a Caprera" sotto la supervisione del padre - ipotizza Paganelli - Intanto mi preme restituire alla città l'opera dimenticata di Pietro Senno, che ha lasciato ispirate vedute di Pisa, Migliarino e San Rossore». Vincenzo Farinella, professore di Storia dell'arte Moderna dell'Ateneo, interpellato sull'argomento, ritiene che data la notevole opera di Senno, ci sarebbero tutte le condizioni per un'accurata analisi del dipinto di Palazzo Gambacorti.

Renata Viola

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa